ANALISI TECNICA

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Investire con l’analisi tecnica

L’analisi tecnica è una metodologia d’investimento basata esclusivamente sull’osservazione delle serie storiche dei prezzi concernenti differenti strumenti finanziari (azioni, indici, etf, commodities…) quotati sui mercati nazionali ed internazionali. Tale metodologia è diametralmente opposta all’analisi fondamentale la quale si basa sull’analisi dei bilanci aziendali, dai quali dovrebbe essere possibile evincere la solidità o la debolezza contabile dell’azienda nell’onorare i propri impegni con i differenti shareholders, nel creare flussi di cassa costanti e nell’ ampliare il proprio business gestendo efficacemente la creazione di nuovi contratti e nuovi business.

Dalle recenti vicende sul diverse Blue Chip del nostro listino principale, si evince come talvolta i bilanci aziendali sebbene pubblici, non sempre siano affidabili; il risultato è che le analisi condotte nel tempo, vengono effettuate su dati errati che non riflettono l’andamento contabile reale dell’azienda e quando queste notizie giungono ufficialmente agli investitori, il tutto si traduce in una forte sfiducia nei confronti del titolo il quale inesorabilmente, non riesce a far prezzo poiché la pressione in vendita è molto più forte di quella in acquisto. Le quotazioni conseguentemente virano pesantemente a ribasso.

L’analisi tecnica invece solitamente include tutte quelle notizie non accessibili ai piccoli investitori poiché è basata sull’andamento dei prezzi, ed i prezzi sono dettati dall’incontro di domanda ed offerta e rendono il mercato efficiente. Non esistono titoli sopravvalutati o sottovalutati; esistono solo prezzi legati ai differenti titoli quotati in borsa, ed il prezzo indica la valutazione monetaria che ciascun investitore attribuisce al possesso od alla vendita di uno strumento finanziario.
L'analisi tecnica poggia su tre dogmi.

I prezzi scontano tutto


I prezzi scontano tutto è l’assunzione basilare che induce ad investire in borsa osservando esclusivamente i grafici delle serie storiche dei titoli finanziari. Nell’epoca attuale, grazie (o a causa) della velocità con la quale è possibile ricevere e scambiare informazioni, è molto facile farsi condizionare dai rumors, da smentite o conferme da parte degli amministratori delegati, dai risultati trimestrali di una società quotata in borsa e quant’altro, il tutto in tempo reale semplicemente attraverso l’ausilio di internet. Tuttavia le cosiddette inside information divengono pubbliche quando ormai sono divenute ininfluenti; altrimenti continuerebbero ad essere informazioni “top secret”.

Inoltre vi possono essere casi in cui società quotate in borsa, presentino un costante aumento del proprio prezzo di mercato senza essere legate apparentemente a particolari rumors o notizie favorevoli; crescono quasi per inerzia registrando massimi su massimi, giorno dopo giorno. Un altro concetto importante riguarda* l’asimmetria informativa che regna sovente nei mercati finanziari*; questa è causata dall’immissione repentina di notizie finanziarie, dati macroeconomici, sociali ecc... i quali danno origine a forti movimenti di mercato, spesso contrari alle aspettative.

Le reazioni dei mercati alle notizie circa i dividendi, o le trimestrali aziendali, generano comportamenti gregari talvolta insensati. Ma il punto dolente si manifesta quando, notizie apparentemente positive, generano dei crolli dei prezzi di mercato e viceversa; in queste situazioni non c‘è risposta razionale che tenga.
Il vantaggio quindi di basare una tecnica d’investimento esclusivamente sull’osservazione dei grafici risiede nel fatto che i prezzi scontano tutta l’asimmetria informativa e le inside information presenti sui mercati finanziari. Tale approccio libera l’investitore da qualunque vincolo informativo di tipo contabile, economico, sociale, finanziario formalmente rilevante tale da dover necessariamente seguire il mercato istante per istante.

La storia si ripete

Con questa espressione si è soliti considerare il fenomeno del ritracciamento ovvero il rimbalzo dei prezzi di un titolo finanziario tra due livelli molto inflazionati in analisi tecnica, noti come supporto e resistenza. Spesso, ma non sempre, tali livelli si manifestano in prossimità di soglie psicologiche comunemente rappresentate da prezzi a cifra tonda (1€, 5€, 10€, 50€), le quali diventano dei riferimenti indelebili per gli analisti tecnici sia in mercati ascendenti che discendenti. Con l’avvento di internet, l’approccio basato sull’analisi tecnica è divenuto di dominio popolare ed i semplici dogmi sui quali questa tecnica si fonda, sono stati più o meno assimilati da tutti.

E così avendo tutti le medesime nozioni operative ed osservando oggettivamente i medesimi livelli di prezzo, diviene facile dirigere il titolo da un supporto ad una resistenza (e viceversa), ingabbiandolo in una fase laterale la quale può perdurare per parecchie settimane, mesi se non anni, facendo sì che, profezia legata al movimento futuro dei prezzi, si auto realizzi. Solitamente nelle fasi laterali, il mercato è in mano ai piccoli investitori; questo perché il numero di azioni scambiate è molto basso; vi una sostanziale perdita d’interesse nei confronti del titolo e per questo i volumi di scambio sono molto sotto la media.

Questa è una conferma eclatante del fatto che i mercati sono mossi principalmente dalla psiche (molto variabile e labile) dell’ investitore e quindi, tutte le teorie basate sulle scelte razionali in condizioni di incertezza, cessano di essere valide. In sostanza tale dogma sta ad indicare che importanti livelli di prezzo che hanno rappresentato resistenze o supporti in passato, saranno importanti livelli di riferimento anche nel futuro e quindi è bene tenerne conto nell’impostare la propria operatività.

I prezzi si muovono seguendo una tendenza

Analizzando i mercati ed i titoli finanziari, giorno per giorno, è facile intuire come ci sia ben poco di razionale alla loro base (il titolo DAVIDE CAMPARI - MILANO ieri segnava +5%, oggi perde il 2%); analizzando i mercati ed i titoli finanziari nel medio - lungo periodo l’irrazionalità si attenua e prende forma un concetto molto importante sul quale poggia le fondamenta tutta l’analisi tecnica : il concetto di tendenza. Il trend è quanto di più semplice ed immediato possa essere oggettivamente percepito a posteriori. Fondamentalmente, un titolo finanziario può essere in una fase rialzista, in una fase ribassista ovvero in una fase laterale.

Riconoscere oggettivamente un trend a posteriori è molto semplice; il problema principale sta nell’individuare un trend a priori, quando questo è in uno stato embrionale ovvero quando i prezzi di chiusura si cominciano a disegnare un flusso diagonale (verso l’alto o verso il basso), che ci lascia solo immaginare un prosieguo naturale, ma che non ci fornisce affatto alcuna certezza su quella che sarà la reale successione dei prezzi nel medio - lungo periodo. E’ necessario fornire una risposta a questa problematica, cercando innanzitutto di dare una forma analitica al concetto di trend ed in seguito di trascrivere la propria idea in semplici righe di linguaggio macchina, in modo tale da poter sfruttare utilizzare dei software di analisi tecnica per individuare dei trend nascenti .

Banalmente un titolo sarà in una fase ascendete quando realizzerà prezzi minimi crescenti; viceversa sarà in fase decrescente quando realizzerà prezzi minimi decrescenti. Osservando una serie storica di qualunque strumento finanziario quotato, è possibile notare senza margine di errore, il perdurare per anni delle tendenze sia rialziste che ribassiste. L’evidenza empirica vuole anche che le fasi rialziste siano molto lente e durature, mentre le fasi ribassiste possono essere davvero violente rapide, in modo da lasciare alcun scampo a coloro che sono posizionati long sul titolo.

Ciò significa che quando un titolo è in tendenza, è bene impostare il proprio investimento in accordo con il movimento in atto e quindi non operare controtendenza. In tal modo eviteremo di compare un titolo che segna prezzi minimi sempre più bassi evidentemente perché la tendenza in atto e ribassista; di contro dobbiamo essere in grado di comprare quei titoli che presentano massimi crescenti poiché è evidente che il trend intrapreso è rialzista. Solo operando in questo modo è possibile sfatare la convinzione comune legata al fatto che “è meglio comprare un titolo quando scende piuttosto che quando sale poiché il suo prezzo è più basso...”. Un titolo finanziario che presenta tanti nuovi minimi consecutivi è un titolo che non interessa più al mercato; perché dovremmo comprarlo proprio noi?



Ubi Banca: il peggio è alle spalle?

I prezzi Ubi banca di nuovo a ridosso della resistenza di 3.45 euro, ma questa volta non mancano indizi sulla prosecuzione del rialzo in grado di spezzare i rigidi vincoli del trading range compreso tra 3.16 e 3.40, attivo ormai da oltre due mesi.

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Trading mordi e fuggi: Unicredit

Su UNICREDIT (UCG) lo scorso 10 luglio avevamo un segnale per un "mordi e fuggi" short.

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Ftsemib future: livelli chiave per la giornata di oggi

Settimana difficile quella che inizia per il Ftsemb future in quanto, dopo una partenza promettente verso i 22.000, i prezzi hanno virato improvvisamente verso il basso, andando ad attaccare nuovamente il supporto di 21.720 punti.

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Investire nei mercati emergenti, i migliori paesi e relativi ETF

Il debito in valuta forte dei mercati emergenti (EM) ha già sperimentato quello che sembra essere un mercato rialzista sovraesposto.

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Moncler: nuove opportunità dal recente ribasso

Moncler consolida i recenti minimi a 36.50 ritornando ad oltrepassare 39.00 euro e ponendo le basi per un nuovo allungo rialzista con obiettivi piuttosto ambiziosi, viste le difficoltà degli indici europei a superare le resistenze più immediate.

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Campari cresce e stupisce ancora: ecco il prossimo target

Quadro tecnico eccellente quello offerto da Campari che in mattinata aggiorna i massimi storici, dimostrando una forza relativa maggiore rispetto all'indice Ftse Mib e facendo nascere legittimamente il seguente interrogativo: assurdo pensare a 8.00 euro entro la fine dell 'estate?

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Wall Street si disallinea dallo script del 2015-16?

Piazza Affari questa volta si iscrive mestamente al circolo delle borse in ripiegamento, sebbene marginale.

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Ftsemib future: livelli chiave per la giornata di oggi

Promettente chiusura rialzista quella registrata venerdì dal Ftsemib future che si riporta a ridosso dei 21.950 punti, senza dimostrare comunque una dinamica ascendente potente in grado di alimentare aspettative di recupero oltre 22.100 in tempi brevi, circostanza piuttosto preoccupante visto il nuovo record storico del Nasdaq.

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S&P 500: comparazione inversioni

Lo S&P 500  ha chiuso la seduta a 2.801 punti, registrando un +0,11%. Il bilancio settimanale è pari ad un +1,5%.

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Buy&Sell: cosa comprare e cosa vendere

Il FtseMib disegna una doji candle che fotografa una seduta in equilibrio con volumi e volatilità in contrazione.

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Ftse Mib: analisi settimanale

Il Ftse Mib  ha chiuso la seduta a 21.892 punti, registrando un +0,47%. Il bilancio settimanale è pari ad un -0,15%.

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Le prospettive di Fca stretta tra opposte dinamiche

Fca non riesce ad uscire dalla fase di "congestione" che da due settimane blocca l'evoluzione dei corsi, in quanto probabilmente gli investiori rimangono prudenti in vista di un possibile rallentamento delle vendite, dato atteso il 25 luglio prossimo.

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Trump è veramente nemico del commercio internazionale?

Nella narrativa corrente, il controverso presidente degli Stati Uniti passa per un nemico del commercio internazionale.

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Generalmente i movimenti laterali in Borsa sono l’anticamera di un movimento direzionale.

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Abbastanza prevedibilmente, l'indice MIB sperimenta una reazione a ridosso del supporto offerto dal long stop giornaliero.

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