Rallenta ma non inverte la rotta la crescita inesorabile di Campari, che sbatte contro la forte resistenza di 9.20  euro poco distante dal massimo assoluto a 9.305, confermando la natura difensiva e anticiclica del titolo.

Infatti mentre il Ftse Mib perde inesorabilmente quota invertendo la tendenza di medio termine adesso ribassista, il leggero arretramento di Campari lungo il supporto più immediato a ridosso di quota 8.80 euro, non modifica minimamente la struttura rialzista del titolo.

Il breakout dei prezzi avvenuto agli inizi di marzo, subito dopo il tonfo registrato dalla delusione della scorsa trimestrale, ha proiettato il titolo da quota da 7.70 verso i nuovi massimi storici oltre i 9 euro.

Anche dal punto di vista dei fondamentali di bilancio Campari sfoggia margini invidiabili e una solidità della struttura finanziaria in netta ripresa, grazie ad un indebitamento che si riduce velocemente ed utili netti che quest'anno sfonderanno i 400 milioni. 

Numeri sufficienti per convincere la maggioranza degli analisti a modificare il target price medio adesso fissato a 8.60, ormai superato dalla crescita strabiliante del titolo che dal 16 maggio 2018 registra un incremento di valore di oltre il 46%. 

La prospettiva nel medio termine più concreta è rappresentanta da una nuova fase di stabilizzazione lungo l'ampia fascia di prezzo compresa tra 8.50 e 9.30 euro, prima di assistere ad una ripresa dei mercati, tale da far aumentare le probabilità di superare nel medio termine quota 10 euro, esaurendo tutto il potenziale di valore inespresso.