Si è parlato tantissimo della riforma fiscale di Trump, il suo cavallo di battaglio, insieme all'abrogazione dell'Obamacare e il muro messicano, della sua campagna elettorale. Una riforma storica. Dopo 30 anni cambia il sistema fiscale americano. Costerà 1.500 mld. I tagli alle aliquote per imprese e famiglie (ad alto reddito). Ma come impatterà questa riforma, oltre che sugli utili delle corporate, sulle valute mondiali?

Si è parlato tantissimo della riforma fiscale di Trump, il suo cavallo di battaglio, insieme all’abrogazione dell’Obamacare e il muro messicano, della sua campagna elettorale. Una riforma storica. Dopo 30 anni cambia il sistema fiscale americano. Costerà 1.500 mld. I tagli alle aliquote per imprese e famiglie (ad alto reddito).

La riforma fiscale alla fine è passata e il presidente Donald Trump, insieme a tutti i repubblicani esultano, pronti a incassare la prima (e finora unica) vittoria legislativa del loro mandato. Con un voto arrivato qualche giorno fa, la riforma ha superato lo scoglio decisivo del Senato e ora, dopo lievi modifiche tecniche e il via libera della camera scivola sulla scrivania di Trump allo Studio Ovale, per la firma definitiva sicuramente prima di Natale.

Ma come impatterà questa riforma, oltre che sugli utili delle corporate, sulle valute mondiali. I trade di valuta estera stavano diventando molto ansiosi in Asia in mezzo a mercati assottigliati dalle festività con scarso slancio, ma per fortuna ci sono state alcune novità per affondare i denti nella notte. Il dollaro si è rafforzato rispetto alla maggior parte delle valute, sostenuto da robusti dati sugli alloggi degli Stati Uniti e da una curva del Tesoro USA più accentuata, con rendimenti decennali in rialzo al 2,47%.