Medie Mobili


Nell’ambito dell’analisi tecnica, le medie mobili (spesso sintetizzate tramite l’acronimo MM) sono tra gli indicatori di tendenza più utilizzati, che danno informazioni relative non tanto ai singoli dati individualmente analizzati, ma all’andamento di un’attività indagata in base alla sua serie storica.

Medie mobili

Il concetto di Media Mobile deriva dall’ambito statistico, trovando applicazione solo in un secondo momento all’interno dell’analisi tecnica.
La Media Mobile è uno strumento tecnico impiegato per l’analisi delle serie storiche, vale a dire una serie di dati omogenei e comparabili che, sommati e divisi per il numero delle osservazioni prese in considerazione, smussa i disequilibri della quotazione e depura il corso azionario di un’attività dalle distorsioni di breve periodo.

Le diverse tipologie di medie mobili

Partendo dal metodo di calcolo più semplice e sviluppandosi verso ponderazioni più razionali ed equilibrate, in analisi tecnica esistono tre differenti tipi di media mobile: semplice, ponderata ed esponenziale.

La Media Mobile semplice si basa sul metodo di calcolo più lineare, definito come la somma dei prezzi di chiusura su un determinato numero di sedute, diviso per lo stesso numero di sedute di contrattazione considerate. Nonostante la semplicità del calcolo, tra le tre tipologie di medie, quella semplice è ritenuta l’indicatore più utile ed attendibile, nonostante dia egual peso alle quotazioni più recenti e a quelle più lontane nel tempo.

La formula generale della Media Mobile Semplice è riassumibile come (t=0) = P(t0) + P(t-1) + P(t-2) + P(t-3) +…/ n osservazioni (t)

Diversamente da quella semplice, la Media Mobile ponderata e quella esponenziale tengono in considerazione la linea del tempo delle quotazioni registrate, dando maggior peso ai valori più recenti e considerando in misura inferiore quelli più distanti. Mentre per la prima il calcolo avviene attribuendo un peso decrescente al decrescere (temporale) dei dati, la MM esponenziale assegna al primo valore il medesimo valore che si sarebbe trovato con una media semplice, applicando agli altri dati successivi un coefficiente moltiplicativo statistico (detto fattore di decadimento) al fine di ottenere una ponderazione coerente con il periodo considerato. In tal senso, la MM esponenziale consente di analizzare serie storiche più lunghe e complesse, tramite un parametro di misura (non più lineare e generalmente tra 0 ed 1) calibrato e definito.

L’utilizzo delle Medie Mobili

Come già precisato, nonostante le medie mobili esponenziali vantino un maggior grado di precisione e coerenza, l’analisi tecnica utilizza per lo più MM di tipo semplice, prediligendo la combinazione tra una MM di periodo più lungo ed una di periodo più corto. In tal modo è possibile ricevere due tipi di informazioni: una prima derivante dal mero andamento della linea considerata su archi temporali differenti; una seconda, data dall’intersezione delle due.

A tal proposito è necessario tenere in considerazione che la Media Mobile non è di per sé un indicatore previsionale, poiché guarda al passato per modellizzare la tendenza fino al momento presente; la Media Mobile è un indicatore del trend, ed è possibile interpretarla sia in presenza di un grafico ed un’unica MM, sia in presenza di un grafico e più medie mobili reciprocamente connesse.
Vi è inoltre un ulteriore aspetto, vale a dire l’effettivo ruolo giocato da queste all’interno di un grafico. L’applicazione di una Media Mobile non offre di per sé un segnale di vendita o di acquisto, ma serve come prova di verifica all’interno di un particolare studio dei prezzi.
Prima di tutto è dunque necessario guardare al grafico, studiandolo nella sua natura. Ad esso verranno poi applicati dei filtri (la MM in questo caso) che permetteranno una lettura ed un’interpretazione più chiara.
Utilizzare indicatori ed oscillatori prima di aver analizzato la situazione in cui si presenta la quotazione può infatti risultare una strategia a doppio taglio, che finisce sovente nella sovrainterpretazione dell’andamento del trend.
La Media Mobile di per sé (filtro operativo) non da dunque segnali operativi, ma permette di verificare e comprendere la validità dello studio dei prezzi dal quale si è partiti.

Grafico e Media Mobile

Nel caso in cui vi sia l’utilizzo di un’unica Media Mobile, l’intersezione di questa col grafico genererà un segnale: nel momento in cui la MM oltrepassa il grafico portandosi al di sotto di esso, la stessa lancia un segnale rialzista. In tal senso, in concomitanza di un trend con possibilità di crescita, si apre un’occasione di acquisto che andrà verificata alla luce dello studio dei prezzi. Quando la MM supera invece il grafico da sotto a sopra e la fase di mercato sembra volgere alla fine di un trend crescente, si predilige un’operatività di tipo short.
In altri termini: se la MM giace al di sopra del grafico, vi è buona possibilità di essere all’inizio di un trend ribassista; se sta invece al di sotto di esso, il trend successivo potrebbe tendere al rialzo.

Rapporto tra MM lente e veloci

Passando dal metodo più semplice a quello più completo, gli operatori, onde evitare di incorrere in errore, prediligono l’utilizzo di più medie mobili (solitamente due), l’una più “lenta” (su archi temporali più lunghi, ad esempio 200 periodi), l’altra più “veloce” (su periodi ristretti, 21 o 50 periodi).
Prendendo a riferimento la presenza di due medie mobili sul grafico, dunque, il segnale può derivare anche dal rapporto reciproco delle due medie al passare del tempo.
In particolare: quando la MM di breve perfora la MM più lunga, si crea la circostanza per l’inizio di un trend rialzista; diversamente, quando la Media veloce taglia a ribasso quella più lenta, il segnale che genera tenderà ad esser ribassista.

A livello di conformazione grafica, dunque, uno schema rialzista si trova quando (dall’alto verso il basso) la disposizione prevede:
- Grafico
- Media Mobile di breve
- Media Mobile di lungo
Vice versa, un trend ribassista avrà maggior possibilità di conformarsi quando, a livello grafico, lo schema seguirà l’ordine inverso.

Vi è un terzo modo di utilizzare le medie mobili, che non sfrutta a pieno la potenzialità statistica della media, ma che la prende di riferimento come soglia di supporto e resistenza. Specie tramite l’utilizzo della MM a 200 periodi, infatti, non è raro che questa funga da supporto stabile rispetto a movimenti a ribasso, così come, nel caso di rialzo, una MM lenta si trova spesso a determinare il livello di resistenza statica (anche in termini di operatività intraday).

Difetti della Media Mobile

Le medie mobili individuano la tendenza di fondo rispetto ad una serie storica: per tale ragione non sono buoni indicatori previsionali e, dunque, non risultano sufficienti nella scelta della strategia da adottare in chiave futura.
La caratteristica dell’essere generato da una serie storica, infatti, fa risultare “ritardato” il segnale della Media Mobile, che dunque non permette di sfruttare i movimenti di brevissimo periodo, identificando solo i cambiamenti del trend in atto.

In tal senso, la Media Mobile gioca un ruolo addirittura negativo nella lettura del grafico, che potrebbe leggere ed interpretare falsi segnali, specie nei periodi di trend debole o all’interno di una fase laterale.

Da ultimo, difetto rilevante della Media Mobile (la cui spiegazione deriva direttamente dalla dottrina statistica) riguarda il fatto di includere al proprio interno avvenimenti che, sull’arco temporale considerato, si rifanno a prezzi ed avvenimenti ormai superati. Nel caso sul mercato si verifichi uno shock dei prezzi (simile a quello accaduto a seguito dell’avvenimento terroristico dell’11 settembre 2001), la MM di più lungo periodo tenderà ad includere gli effetti di tale shock di mercato anche a seguite del ristabilirsi delle condizioni di normalità, dando una rappresentazione della realtà distorta perché ancora condizionata da un passato ormai superato.

Consulta anche:

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