In una seduta di generalizzato declino per l'Asia (a Tokyo il Nikkei 225 ha perso lo 0,29%), le piazze cinesi si allineano a una tendenza in gran parte condizionata proprio dai dati macroeconomici, peggiori rispetto alle attese, in arrivo da Pechino. In agosto la produzione industriale in Cina ha rallentato la sua crescita al 6,0% annuo dal 6,4% di luglio e contro il 6,6% del consensus di Reuters. Sotto le attese anche le vendite retail, in progresso del 10,1% annuo contro il 10,4% di luglio e il 10,5% stimato dagli economisti. Lettura più debole addirittura dal dicembre 1999 invece per gli investimenti in fixed asset, in crescita del 7,8% annuo negli otto mesi allo scorso 31 agosto contro l'8,3% del periodo gennaio-luglio e l'8,2% del consensus di Reuters. A fine giornata Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 hanno perso lo 0,38% e lo 0,33% rispettivamente. Fa meglio lo Shenzhen Composite, che limita allo 0,07% la sua contrazione al termine degli scambi. Ribasso anche per Hong Kong: l'Hang Seng perde infatti lo 0,42% (performance peggiore per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, deprezzatosi dello 0,77%). In precedenza Seoul era stato l'unico dei principali indici dell'Asia-Pacific in positivo, con il Kospi in progresso dello 0,74% in chiusura.

(RR - www.ftaonline.com)