Chiusura in rosso oggi per ENI che, dopo il recupero delle due sessioni precedenti, ha prestato il fianco ad alcune prese di profitto. Il titolo è riuscito però a contenere le perdite registrate nell'intraday, senza evitare una chiusura con il segno meno.

A fine giornata ENI si è fermato a 14,518 euro, con un ribasso dello 0,59% e circa 13,5 milioni di azioni trattate, al di sopra della media degli ultimi 30 giorni pari a circa 10,5 milioni di pezzi.

ENI ieri ha reso noto di aver effettuato un’altra scoperta nel Blocco 15/06 nel deep offshore angolano, stimata contenere fino a 250 milioni di barili di olio leggero in posto, con ulteriore potenziale.

La scoperta si trova a pochi km dalle installazioni Eni offshore del West Hub, a 2 km dal campo di Mpungi, e potrà quindi essere rapidamente allacciata alla produzione che sarà collegata alla FPSO N’goma (West Hub), aumentandone la capacità produttiva.

Ndungu è la quarta scoperta effettuata con la ripresa, a metà 2018, della campagna esplorativa da parte della JV del Blocco 15/06. Segue le scoperte di Kalimba, Afoxé e Agogo.

Le 4 scoperte complessivamente sono stimate contenere fino a 1,4 miliardi di barili di olio leggero in posto.

Per gli analisti di Equita SIM queste scoperte dimostrano il buon potenziale del blocco e confermano l’abilità di ENI nell’esplorazione "near field".

La SIM milanese stima che la scoperta annunciata ieri aggiunga 100 milioni di euro di valore in quota ENI e che, complessivamente, le quattro scoperte possano aver aggiunto 500-600 milioni di valore in quota ENI.