Quest'ultima seduta della settimana si è chiusa senza particolari emozioni per ENI che non è riuscito a cavalcare il rialzo messo a segno dal Ftse Mib.

Il titolo, dopo ben quattro sedute consecutive in calo, oggi ha evitato un altro segno meno, fermandosi appena sopra la parità.

ENI ha terminato gli scambi a 13,47 euro, con un frazionale rialzo dello 0,09% e quasi 11,5 milioni di azioni trattate, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 10,3 milioni di pezzi

Ancora una volta ENI è stato frenato dall'andamento del petrolio che continua a perdere inesorabilmente terreno, presentandosi negli ultimi minuti a 54,1 dollari, con un calo del 2,77%.

Il titolo è riuscito comunque a mantenersi a galla grazie alla buona impostazione del mercato, senza risentire più di tanto delle ultime notizie relative ad alcune manager di ENI.

La Guardia di Finanza di Milano infatti ha effettuato una serie di perquisizioni negli uffici di tre dirigenti ENI presso la sede di San Donato Milanese, nell’ambito di un filone dell’inchiesta condotta dalla procura sul presunto depistaggio nel procedimento sull’ipotesi di tangenti del gruppo in Nigeria.

ENI, indagata come persona giuridica, in una nota precisa che gli accertamenti della magistratura consentiranno di chiarire l’estraneità della società alle ipotesi investigative e di considerarsi parte lesa per quanto riguarda l’ipotesi relativa al "depistaggio".

Per gli analisti di Equita SIM la notizia al momento non ha effetti rilevanti per il titolo, motivo per cui confermando la raccomandazione "buy", con un prezzo obiettivo a 17 euro.