Ftse Mib in calo trascinato dagli altri indici. Seduta negativa per il Ftse Mib giovedi', con l'indice che tuttavia sembra risentire piu' del deteriorato quadro internazionale che delle incertezze politiche interne e che fa segnare un ribasso simile a quello degli altri panieri dell'area euro. Il quadro politico, in particolare la conferma del sostegno a Paolo Savona alla guida del Ministero dell'Economia da parte di Matteo Salvini, ha comunque continuato a pesare soprattutto sul comparto obbligazionario, con lo spread con il Bund che si e' spinto a toccare i massimi del giorno prima e il rendimento del Btp decennale risalito al 2,40%. La notizia della cancellazione del meeting del 12 giugno tra Donald Trump e il leader della Corea del Nord Kim Jong non e' invece piaciuta ai mercati azionari. La discesa del Ftse Mib a 22627 punti, minimo intraday, ha messo sotto pressione, anche se solo brevemente, la media mobile a 200 giorni, passante a 22700 punti circa. Una violazione verificata in chiusura di seduta di questo supporto confermerebbe le implicazioni negative derivanti dal taglio al ribasso di un'altra importante media, quella a 100 sedute (i due indicatori forniscono una valutazione della condizione della tendenza di medio lungo periodo che rischia quindi in caso di violazione anche della media a 200 di passare al ribasso dopo essere stata al rialzo da inizio 2017), avvenuto il 23 maggio. In quel caso diverrebbe elevato il rischio non solo di ricopertura del gap rialzista del 5 aprile, con base a 22538 punti, ma anche di quello del 6 marzo con base a 21827 punti circa. Solo recuperi oltre i 23000 punti, dove transita la trend line che scende dal top del 15 maggio, potrebbero anticipare la realizzazione di rimbalzi che comunque rimarrebbero di carattere correttivo, quindi temporaneo, a meno del superamento anche di area 23500.