Il Ftse Mib completa una figura ribassista. Mercati ancora alle prese con le decisioni di Trump, oltre che con i dati macro. Il presidente Usa ha infatti deciso di licenziare il segretario di Stato, Rex Tillerson, che verra' sostituito dall'attuale direttore della CIA, Mike Pompeo (Gina Haspel prendera' il posto di Pompeo alla CIA). L'inflazione Usa si conferma in crescita, +2,2% in febbraio dopo il +2,1% di febbraio, senza superare tuttavia le attese degli economisti e permettendo cosi' ai mercati di continuare a sperare in un interventismo moderato della Fed in tema di tassi di interesse, con tre interventi nel corso del 2018. Il Ftse Mib tuttavia scendendo al di sotto di area 22700 ha inviato segnali di debolezza: sul grafico intraday infatti le quotazioni hanno disegnato una figura a doppio massimo con lato superiore in area 22900 e base a 22700 punti. Target della figura, calcolato in base alla proiezione della sua ampiezza dal punto di rottura, a 22500 punti. Supporti successivi a 22000 e 21830, base del gap rialzista del 6 marzo. Solo oltre i 22900 punti il rischio di nuovi cali verrebbe allontanato, anche se servirebbe poi la rottura dei 23000 punti per poter dichiarare ripreso l'uptrend attivo dai minimi di inizio mese con obiettivi a 24000 punti circa.

(AM - www.ftaonline.com)