Dopo un'altra seduta contrastata per Wall Street (dei tre principali indici Usa martedì, come già successo per altro in avvio d'ottava, solo il Nasdaq aveva segnato un rialzo, dello 0,18%), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza è invece stata complessivamente positiva, come confermato dal guadagno intorno allo 0,40% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso. In una sessione quasi regolare dopo le festività che avevano interessato Tokyo, Shanghai e Hong Kong (resta ancora chiusa solo la Borsa di Seoul per l'ultimo dei tre giorni di celebrazione del Chuseok), sono le piazze cinesi a sostenere la tendenza positiva, in vista di un nuovo stop l'intera prossima settimana per il Guóqìng jie (la festa nazionale che ricorda la fondazione della Repubblica popolare cinese il 1° ottobre 1949). Intanto Msci ha comunicato l'avvio di un periodo di consultazione per l'innalzamento dall'attuale 5% fino al 20% del peso delle azioni cinesi nei suoi indici (compreso l'Msci Emerging Markets Index). A circa un'ora dallo stop alle contrattazioni Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in rialzo di circa l'1,30% e l'1,50% rispettivamente, contro il progresso intorno allo 0,90% dello Shenzhen Composite. Decisa crescita anche per Hong Kong che era rimasta chiusa martedì per le festività legate al calendario lunare: l'Hang Seng guadagna infatti intorno all'1,70% (fa persino meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, in rialzo del 2,40%).

Sul fronte valutario, in attesa della pubblicazione in serata della decisione sui tassi d'interesse Usa del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Federal Reserve che si occupa di politiche monetarie), il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre dieci principali monete, è poco mosso, come lo è yen sul biglietto verde. E a Tokyo il Nikkei 225 segna un progresso dello 0,39% (andamento opposto per l'indice più ampio Topix, deprezzatosi seppure di appena lo 0,04%). Sul fronte macroeconomico, è rimasta stabile in settembre l'inflazione core del Giappone stilata dalla Bank of Japan (BoJ), che si attesta sullo 0,5% annuo già registrato in agosto (0,4% in luglio) contro la crescita allo 0,6% attesa dagli economisti. A Sydney si limita allo 0,10% l'espansione dell'S&P/ASX 200 in chiusura.