Piazza Affari in rosso, BTP tornano sotto pressione. FTSE MIB -0,90%.

*Il FTSE MIB segna -0,90%, il FTSE Italia All-Share -0,78%, il FTSE Italia Mid Cap +0,06%, il FTSE Italia STAR -0,06%. Borsa italiana peggiore in Europa a causa delle tensioni tra governo e Commissione UE sulla manovra 2019: lo spread BTP-Bund si è riportato in area 300 bp.

Mercati azionari europei deboli *ma in recupero dai minimi di fine mattinata: Euro Stoxx 50 -0,4%, FTSE 100 -0,6%, DAX -0,2%, CAC 40 -0,6%, IBEX 35 -0,5%.

Pochi minuti prima dell'apertura di Wall Street i future sui principali indici USA sono in flessione: S&P 500 -0,5%, Nasdaq Composite -0,8%, Dow Jones Industrial -0,5%. Ieri il Federal Open Market Committee (FOMC, la commissione della Federal Reserve che prende le decisioni di politica monetaria) ha lasciato invariati i tassi d'interesse USA in un range del 2,00% -2,25%. Secondo quanto riporta MarketWatch, è di circa l'80% la probabilità che il quarto rialzo del 2018 venga deciso nell'incontro del Fomc di 18 e 19 dicembre.

Pesante flessione per Leonardo (-6,9%) che scivola sui livelli minimi da metà luglio nonostante il balzo di utili (157 milioni di euro da 52), ricavi (2,651 miliardi, +3,9% a/a) e ordini (+66% a/a a 4,786 miliardi) registrato nel terzo trimestre. Delude però l'importante dato relativo all'EBITA, in calo a 162 milioni dai 189 del trim3 2017. Confermata la guidance 2018.

Molto male TIM (-5,7%) che ha chiuso il terzo trimestre con risultato netto in forte calo (a causa di poste negative straordinarie) e dati operativi leggermente peggiori rispetto al consensus degli analisti pubblicato sul sito del gruppo. Un portavoce di Vivendi (primo azionista ma in minoranza nel cda controllato da Elliott) ha accusato il fondo USA di disorganizzazione totale e non ha escluso l'ipotesi di convocazione dell'assemblea per chiedere una revisione del board. I ricavi si attestano a 4,666 miliardi di euro (consensus 4,698), l'EBITDA a 2,045 miliardi (2,101) con EBITDA margin a 43,8% (44,7%). L'EBITDA organico domestic è pari a 1,764 miliardi (consensus 1,761). L'indebitamento netto al 30 settembre si attesta a 25,190 miliardi di euro contro i 25,179 del consensus. Il risultato netto consolidato dei primi nove mesi del 2018 attribuibile ai Soci della Controllante è negativo per 868 milioni di euro (-1,4 miliardi nel trim3 da +437 milioni nel trim3 2017) principalmente a causa della svalutazione da 2 miliardi di euro dell'avviamento attribuito a Core Domestic: escludendo l'impatto degli oneri netti non ricorrenti il risultato è superiore a +1,2 miliardi di euro, in linea con quello dell'anno precedente. TIM segnala che a causa di "numerosi fattori", non è in grado di confermare "il rapporto fra indebitamento finanziario netto rettificato ed EBITDA a circa 2,7x a fine 2018".