*Piazza Affari limita i danni nel finale dopo una seduta nervosa. FTSE MIB -0,41%.
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Mercati azionari europei deboli. Wall Street in verde: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +0,2%, Nasdaq Composite +0,4%, Dow Jones Industrial +0,2%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -0,41%, il FTSE Italia All-Share a -0,40%, il FTSE Italia Mid Cap a -0,33%, il FTSE Italia STAR a -0,21%.

Doppio colpo per il mercato azionario italiano, subito in ribasso in avvio a causa della crisi tra M5S/Lega e il ministro dell'economia Tria, con conseguente balzo dello spread BTP-Bund. Nel corso della mattinata le tensioni si sono allentate grazie alle parole di Di Maio che ha smentito di aver chiesto le dimissioni di Tria. Nuovo affondo a fine mattinata, questa volta condiviso con le altre piazze europee, dopo l'ennesima puntata della battaglia commerciale USA-Cina: Donald Trump ha dichiarato di voler imporre dazi su tutti i 505 miliardi di dollari di beni importati ogni anno dalla Cina e ricordato che il Paese asiatico importa dagli USA solo per 129,9 miliardi (e quindi ha una capacità di controffensiva limitata). Trump ha anche attaccato la Federal Reserve criticando il percorso di crescita dei tassi ufficiali e l'eccessivo apprezzamento del dollaro.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, la BCE ha comunicato che nel mese di aprile l'avanzo della bilancia delle partite correnti dell'eurozona, dato dal saldo delle transazioni effettuate per la vendita e per l'acquisto di beni e servizi, e' risultato pari a 22,4 mld di euro, inferiore sia al consensus degli analisti che avevano stimato un saldo positivo pari a 27,2 mld di euro che alla lettura precedente fissata a 28,4 mld di euro. In Germania l'Ufficio di Statistica Destatis ha comunicato che nel mese di giugno l'indice dei prezzi alla produzione è cresciuto dello 0,3% su base mensile risultando pari alle attese e dal +0,5% della rilevazione precedente. Su base annuale il PPI e' cresciuto del 3%, dal +2,7% della rilevazione precedente (consensus +2,9%). L'indice core che non considera i prezzi dell'energia è cresciuto del 2% a giugno rispetto allo stesso periodo del 2017 e dello 0,3% rispetto a un mese fa.