TIM (+0,9% a 0,78 euro) positiva in avvio dopo aver comunicato ieri a mercato chiuso i risultati del primo trimestre 2018. I ricavi (su base confrontabile) si sono attestati a 4,742 miliardi di euro, -1,6% a/a (+2,7% su base organica, consensus 4,69 miliardi), l'EBITDA a 1,893 miliardi, -4,9% a/a (-1,8% su base organica, consensus 1,958), gli investimenti industriali a 660 milioni (consensus 777), l'indebitamento finanziario netto rettificato a 25,537 miliardi di euro da 25,308 a fine 2017 (consensus 25,537). L'utile si attesta a 216 milioni di euro, con un dato comparabile pari a 250 milioni di euro (200 milioni di euro nel primo trimestre 2017). Il cda ha anche proseguito la definizione degli assetti di governance, già avviata il 7 maggio, creando "un nuovo comitato interno, specializzato nell'istruttoria e nel monitoraggio della materia dei rapporti con parti correlate, modificando di conseguenza l'apposita procedura aziendale". Il board ha anche formalmente "preso atto che risultano venute meno le ragioni per considerare Vivendi soggetto esercente attività di direzione e coordinamento su TIM". L'analisi del grafico di TIM evidenzia la correzione delle ultime 3/4 settimane e l'avvicinamento agli importanti supporti a 0,75 euro circa. L'eventuale violazione di questi ultimi riferimenti preannuncerebbe l'inversione della tendenza positiva in essere da fine febbraio e il ritorno in area 0,65. Segnali positivi al superamento di 0,8150/0,82, prologo a un allungo in direzione dei massimi di aprile a 0,88/0,89.

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)