Di recente la Russia ha annunciato la sua volontà di emettere un CriptoRublo, una settimana dopo che Vladimir Putin aveva fortemente criticato bitcoin e altre criptovalute private. Quando è stata annunciata questa possibilità, il ministro delle comunicazioni Nikolay Nikiforov ha affermato che era in parte un modo per avvantaggiarsi su altri governi:

Dichiaro con fiducia che ci sarà un CriptoRublo per una semplice ragione: se non lo faremo, dopo due mesi i nostri vicini dell'EurAsEC lo faranno.

In tal modo, la Russia sta seguendo la scia di un altro Paese che non è tanto amico delle criptovalute private, la Cina. Lo scorso luglio la Banca Popolare della Cina è stata la prima banca centrale ad annunciare che avrebbe sviluppato un cripto-prototipo che prevede di offrire accanto al tradizionale renminbi.

Che le prime criptovalute coperte dallo stato provengano da due Paesi con una storia di restrizioni alla libertà non è sorprendente. Mentre bitcoin è nato come un modo per scindere il controllo dello stato dall'offerta di moneta, questa tecnologia viene considerata sempre più come un modo per aumentare il suo controllo sull'economia.

Come ha spiegato Xiong Yue:

Ad esempio, se il governo centrale intendesse sovvenzionare alcune aziende agricole, ad esempio quelle che si occupano di granturco, per sostenere questo settore potrebbe iniettare direttamente un certo importo nei portafogli di alcune aziende, ad esempio $100 milioni a certi mercanti del concime in un certo periodo di tempo e ognuno potrebbe solo spendere al massimo $10 milioni l'anno; in questo modo potrebbe assicurarsi che gli agricoltori non sprechino i soldi ricevuti e che non finiscano in altri settori, ad esempio il mercato azionario o il mercato immobiliare.