Tempi duri per il mondo delle criptovalute con un calo che, per un motivo o per l'altro, non riesce a trovare una sponda che possa fermarlo.

Il crollo delle 100

Ieri, ad esempio, tutte le prime 100 monete virtuali hanno registrato un passivo anche a causa delle recenti notizie riguardanti le indagini della Commodity Futures Trading Commission ( CFTC ) degli Stati Uniti avviate per un sospetto di manipolazione dei prezzi su alcune delle più grandi piattaforme di scambio (Bitstamp, Coinbase, itBit e Kraken). Conseguenza immediata: crollo su tutti i fronti e capitalizzazione totale di mercato in calo a circa $ 20 miliardi (stime Coinmarketcap). Oltre al Bitcoin (BTC), che non arriva a 6.800 dollari infatti, anche Ethereum (ETH) viaggia ben al di sotto dei 550 arrivando, alle 15.15 a $533. Secondo quanto riferito dalla stampa, tra le prime dieci criptovalute per capitalizzazione di mercato, IOTA (MIOTA) ed EOS hanno subito le maggiori perdite nelle ultime 24 ore, (fonte Coinmarketcap). MIOTA è in calo del 10%, scambiato a $ 1,37, EOS, che ha visto una crescita significativa all'inizio di questo mese, supera di poco gli $ 11,12.  

Fed e Cryptocurrency

In tutto questo continua la diatriba sulla possibilità che le banche centrali possano adottare una moneta digitale propria. La considerazione arriva dall'ex presidente della Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC) Sheila Bair, secondo cui la Federal Reserve (Fed) dovrebbe considerare l'ipotesi di emettere una moneta digitale. Alla base della sua considerazione ci sarebbero le strategie di stimolo monetario messe in atto proprio dalla Fed all'indomani dello scoppio della crisi dei mutui subprime del 2008 e che non sembrano essere stati sufficientemente adeguati, come anche la maggior parte degli strumenti finanziari adottati, per stimolare una crescita economica ampia. L'unico risultato effettivamente ottenuto sembrerebbe essere stato solo un allargamento del divario tra ricchi e poveri con un indebolimento estremo della classe media.