Goldman Sachs si è unita al coro di chi teme che criptovalute e blockchain siano un potenziale rischio per i mercati come anche per i risparmiatori. Alla stessa conclusione era giunta nei giorni scorsi anche Bank of America che era arrivata a considerare le monete virtuali come un rischio per il proprio portafoglio, nel suo report annuale alla SEC (Securities and Exchange Commission),

Il punto debole del settore, infatti, si troverebbe nella Normativa antiriciclaggio (problemi nel tracciare i movimenti) e nella Competitività sul mercato (difficoltà della banca stessa ad adeguare i propri servizi verso chi opera sule criptovalute con conseguente pericolo di perdita di clienti).

Cosa fa Goldman Sachs?

Stando invece a quanto dichiarato da Goldman, le criptovalute sarebbero un potenziale rischio per lei stessa. La banca Usa ha infatti dichiarato che esistono rischi di esposizione al mercato per il suo stesso portafoglio clienti. A gennaio, l'amministratore delegato Lloyd Blankfein è arrivato anche a smentire le notizie in circolazione che volevano la banca d'investimento pronta per il lancio di un trading desk dedicato al bitcoin (anche se ha lasciato la porta aperta per una tale mossa in un secondo momento), Non solo, ma all'inizio di febbraio si era persino spinta oltre arrivando a prevedere che la maggior parte delle criptovalute sarebbe arrivata ad una valutazione pari a 0. In altre parole ci sarebbe stata nel tempo una sorta di selezione darwiniana delle monete virtuali. Il che spiegherebbe come mai Goldman avrebbe deciso di operare solo ai margini del settore. Eppure proprio in queste ore si registrano movimenti da parte della grande banca Usa proprio nelle criptovalute.