Le criptovalute non sono un fenomeno passeggero, e potrebbero un giorno persino aiutare gli investitori a diversificare i loro portafogli azionari e obbligazionari.

E' quanto sostiene il team Global Research di JPMorgan Chase in un nuovo report dedicato alla diffusione del bitcoin e delle altre valute digitali, un corposo documento di 71 pagine già ribattezzato in rete come le "Bibbia del Bitcoin".

Il report di JPMorgan

Nello studio, dal titolo "Decifrare le criptovalute: tecnologia, applicazioni e sfide" e diffuso il 9 febbraio, gli esperti della banca indagano su tutta una serie di temi correlati tanto alle cryptocurrencies quanto alla tecnologia blockchain, esaminando le implicazioni del loro sviluppo per attori del mercato come investitori, società finanziarie e banche centrali.

Con una idea di fondo: sostenendo una tesi per certi aspetti contraria a quella propugnata qualche mese fa proprio dal CEO di JPMorgan, gli autori del report vedono un futuro per la famiglia del bitcoin.

Le cripto soravviveranno

Per JPMorgan, le criptovalute infatti "non sembrano destinate a sparire completamente e potrebbero facilmente sopravvivere in varie forme, tra player che desiderano maggiore decentralizzazione, reti di peer-to-peer e anonimato".

Di più: nel testo si dice anche che "le criptovalute potrebbero potenzialmente avere un ruolo nel diversificare i portafogli globali di bond ed equity" e che "se sopravvivono ai prossimi anni e restano una parte del mercato globale, allora saranno verosimilmente usciti dalla loro attuale fase speculativa e avranno allora più normali rendimenti e volatilità (in entrambi i casi molto più bassi) e correlazioni (più simili a quelle di altri asset zero-return come oro e JPY)".