L'amministratore delegato di Ripple, Brad Garlinghouse, ha dichiarato che, secondo quanto da lui osservato, in realtà le quotazioni del Bitcoin, da lui ritenuta una moneta troppo lenta con i suoi 45 minuti in media di transazione contro i 4 secondi di Ripple, potrebbero essere controllate dalla Cina, il che impedirebbe, anche solo a livello teorico, di rendere la prima delle criptomonete, una valuta diffusa a livello internazionale come affermato da molti esperti del settore.

La view sul Bitcoin

Non è dunque la panacea che tutti pensavano, come lui stesso aveva affermato non più tardi di qualche giorno fa.Lo stesso Garlinghouse ha detto

Il Bitcoin viene in realtà controllato dalla Cina. Quattro miner controllano oltre il 50% della criptovaluta. [..] chi vorrebbe utilizzare una moneta controllata dalla Cina? 

Non solo ma il Bitcoin non distruggerà le banche, a differenza di quello che in molti temono, anzi, giocherà un ruolo importante nell'evoluzione del sistema. Gli fa eco David Schwartz, esperto di crittografia di Ripple, secondo cui difficilmente nel prossimo futuro le banche adotteranno la blockchain per l'elaborazione dei pagamenti internazionali. Il motivo? La stessa pecca riscontrata da Garlinghouse: un andamento troppo lento, problemi legati alla privacy nonostante sia quello uno dei fattori fondanti di una crypto e soprattutto difficoltà di scalabilità.