Quello che abbiamo visto alla fine del 2017 sul Bitcoin pare sia niente in confronto di quanto ha vissuto Ripple, il nuovo astro nascente nel mondo delle criptovalute. Parlo di astro nascente non tanto per chi opera day by day visto che si conosce Ripple & Company ormai già da diversi trimestri, quanto piuttosto dai media del main stream che stanno alimentando inconsciamente la folla corsa alla speculazione di massa. Il Bitcoin ha fatto da apripista, le sue performance sono state strabilianti (fino al crash del 22.12.2017) grazie alla ridondanza ed attenzione mediatica che hanno dedicato giornali e televisioni e che ha consentito la rincorsa all’acquisto frenetico sino al massimo in area 20.000 dollari. Non è nemmeno passato un mese e graficamente l’outlook del Bitcoin appare adesso molto precario: il livello di 12.000 dollari ha fatto da supporto alla discesa delle quotazioni, tuttavia la sua attuale configurazione grafica fa presagire alla ripresa della fase ribassista. La stessa dinamica di evoluzione dei prezzi la abbiamo avuto su Ripple che è passata da 0.20 a 2.8 euro in appena un mese, per poi collassare violentemente sino a 1.40. La folle corsa di Ripple è stata alimentata ancora una volta dai media che hanno dedicato spazio e interesse giornalistico a questa seconda cripto moneta in quanto detiene la miglior performance in assoluto durante il 2017 tra tutte le monete digitali (circa un anno fa valeva 0,001 euro).

Quanto sta accadendo al mercato delle altcoins fa comprendere come oltre ai vari rischi di cui abbiamo fatto menzione in passato dobbiamo aggiungere anche quelli del riverbero mediatico. Vale a dire che oggi la maggior parte dei movimenti di borsa che si verificano su questi asset digitali sono dovuti ai fari puntati di qualche testata giornalistica la quale con la sua inchiesta o scoperta redazionale attira lo sguardo e l’interesse di piccoli investitori i quali entrano sul mercato senza una strategia specifica ma solo perchè lo hanno letto sul giornale, ne hanno parlato alla televisione o ne hanno sentito parlare in palestra da conoscenti. A me accade di continuo: ti chiamano, ti scrivono, ti messaggiano, chiedendoti se adesso conviene acquistare la tal moneta o se quest’altra ha raggiunto un buon prezzo di entrata. Per chi opera sul mercato praticamente da due decenni questo modo di agire e pensare della massa mi fa tornare indietro all’epoca del boom della new economy. Le logiche e dinamiche di azione sono le stesse: ed anche allora si osannava la new economy come la manna che avrebbe cambiato il mondo a breve. Nel frattempo le persone prive di una strategia di azione e ricche di fantasia ed immaginazione finanziaria persero stupidamente tutto negli anni successivi: in dottrina questo fenomeno è stato battezzato The Tiscali Effect. Ho una ulteriore conferma di questo leggendo i commenti (insulti) di vari haters e readers all’interno delle social community di YouTube e Facebook ogni qualvolta posto un nuovo video sul mondo degli investimenti in asset digitali.