Una stablecoin diversa?

Non è il primo progetto di questo tipo. Altre società hanno già lanciato delle cosiddette "stable coins" pensate per rimanere in una relazione stabile con valute fiat. Ma i manager di Circle affermano che a differenza degli esperimenti precedenti questo ha dalla sua ottime partnership e soprattutto “trasparenza finanziaria e operativa".

Una precisazione letta da alcuni come un riferimento alle recenti polemiche che hanno riguardato la più diffusa stablecoin in attualmente in circolazione, Tether, di cui in molti hanno messo in dubbio l'esistenza effettiva delle riserve che dovrebbero tenerne in equilibrio la quotazione.

Segnali di interesse

Comunque vada il tentativo, il proliferare di progetti legati alla Blockchain rappresenta in ogni caso un altro segnale che le criptovalute, nate 10 anni fa come reazione libertaria alla peggiore crisi finanziaria del dopoguerra, stanno già riuscendo tra molte resistenze e una grande curiosità generale a infiltrarsi negli ingranaggi del sistema finanziario globale.

Il mese scorso avevano molto fatto discutere le rivelazioni del New York Times secondo cui proprio Goldman Sachs lancerà presto, primo tra i grandi nomi dell'industria finanziaria di Wall Street, una piattaforma che consentirà di fare trading su derivati di Bitcoin.

Una decisione motivata dall'istituto - il che non è privo di significato - come risposta a una crescente pressione da parte dei clienti, che in numero sempre maggiore starebbero manifestando l'interesse ad utilizzare le criptovalute come asset alternativi e come "riserva di valore" in grado di aggiungere diversificazione al portafoglio: esattamente quel "valore" la cui assenza è considerata il principale punto debole dei nuovi strumenti finanziari digitali secondo i critici della prima ora.