Ora che l'UE ha approvato l'accordo sulla Brexit, l'attenzione si sposta nel Regno Unito dove l’intesa dovrà essere votata in Parlamento.

Crediamo che Theresa May possa spingere per un voto in Parlamento l'11 o il 12 dicembre, facendo precedere una campagna mediatica destinata a "vendere" l'accordo sia al pubblico che ai parlamentari. La lettera alla nazione sui giornali di domenica è stato l’inizio di questa propaganda governativa.

La May chiede sostegno al suo accordo e chiede a “Brexiteers” e ai 'Remainers' di mettere fine alle ostilità e iniziare un periodo di "rinnovamento e riconciliazione" nazionale.

Theresa May è pronta a tutto per convincere il paese anche disposta a un possibile dibattito testa a testa con Jeremy Corbyn sull'argomento, una mossa significativa data la sua rinomata volontà di evitare di apparire nei dibattiti.

Allo stato attuale riteniamo molto difficile che l'accordo possa passare in Parlamento. Troppi parlamentari non amano tale intesa e probabilmente la voteranno solamente per seguire la linea del partito. Altri sostengono che una rinegoziazione sia possibile nonostante la rigidità espressa dalla Commissione europea. 

Uno scenario descritto da molti recentemente è quello successo negli Stati Uniti nel 2008 con il voto TARP ovvero una bocciatura dell’accordo che possa spaventare i mercati a tal punto da costringere il Parlamento a un secondo voto. Riteniamo lo scenario molto probabile anche se sopravvaluta l’importanza della Brexit tra gli investitori internazionali.

Se l'accordo non dovesse passare, abbiamo una serie di possibili scenari, riportati anche dal “The Guardian”: