Seduta di consolidamento per le borse europee, che sembrano rimanere caute in vista della riunione Bce di giovedì prossimo. L’appuntamento, inizialmente atteso essere noioso, ha visto accrescere la sua importanza con gli sviluppi delle ultime settimane. I dati macro della zona euro da febbraio in poi sono apparsi piuttosto deludenti e la ragione sembrerebbe essere ascrivibile all’euro particolarmente forte sui mercati valutari e al clima di maggiore protezionismo che minacci i mercati. Così, dopo i dati bruttissimi arrivati dall’indice Zew di marzo e aprile, oggi sono arrivati quelli sugli indici PMI che, stando alla lettura flash, hanno mostrato ancora un rallentamento vistoso dell’attività manifatturiera. Per conferma, domani sarà monitorato da vicino l’indice IFO sulla fiducia delle imprese, per vedere se anche loro iniziano a sollevare dubbi sull’attività prospettica.

Questi elementi alzano il livello di attenzione sulla conferenza stampa Bce di giovedì. Sebbene non ci aspettiamo nessuna variazione concreta di politica monetaria, l’attenzione sarà rivolta a come Draghi giudicherà le figure recenti. Proprio venerdì scorso il numero uno della Bce ha fatto sapere che la crescita dell’eurozona potrebbe aver raggiunto un picco. Questo ci spinge a dire che l’approccio sarà quindi improntato alla cautela, facendo leva proprio sui principali downside risk, ovvero il cambio forte e il protezionismo. Per contro, le aspettative inflattive sembrano tornare ad accelerare negli ultimi giorni, complice il recente balzo del greggio (e di altre commodity) e Draghi non potrà trascurare questo aspetto. Pertanto dovrà essere astuto nel far passare il messaggio al mercato di un atteggiamento comunque meno accomodante nei prossimi mesi. Probabilmente, il numero uno di Francoforte potrebbe dire che uno dei due elementi (rallentamento crescita economica o accelerazione inflazione) sia di carattere temporaneo, aggirando l’ostacolo.