A distanza di tre mesi dal voto, lo stallo politico in Italia sembra essere sul punto di svolta. I due partiti euroscettici, Movimento 5 Stelle (M5S) e Lega, hanno raggiunto un accordo sulla formazione di governo, dopo tre giri di consultazioni senza successo condotti dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il contratto di governo gialloverde (definito così per i colori dei singoli partiti) ha già iniziato a influenzare i mercati finanziari, ma l’impatto delle manovre promesse dai due leader potrebbe avere ulteriori effetti. Cerchiamo, quindi, di valutare le conseguenze di un simile esecutivo sui principali mercati e quali saranno i settori e i titoli preferiti.

Impatto sui mercati

Dopo due mesi di relativa calma, le tensioni nell’ultima settimana sono tornate ad affacciarsi sui mercati finanziari in concomitanza con la pubblicazione delle prime bozze di contratto tra M5S e Lega. Sebbene le ipotesi contemplate inizialmente siano di difficile attuazione, gli investitori sono rimasti comunque turbati dai toni populisti e rimangono ora dubbiosi sulle posizioni euroscettiche dei due partiti. La speculazione, da un lato, e la percezione di maggiore incertezza, dall’altro, si stanno scaricando sul debito italiano. Da qui le vendite sui titoli governativi, con i rendimenti saliti lungo tutta la curva, con lo spread BTp-Bund che si è portato al ridosso di 190 punti base, massimi da quasi un anno.

La crescita del rischio Paese è confermata dal balzo dello spread tra Italia e Spagna, che ha superato quota 90pb per la prima volta da inizio 2012. La percezione del maggior rischio, inoltre, sta spingendo molti investitori in BTp a correre ai ripari, acquistando i credit default swap (CDS, strumento derivato che assicura i possessori di titoli di Stato dal rischio di default). I prezzi dei CDS sul debito hanno mostrato una impennata dei prezzi, salendo ai massimi da ottobre e rendendo l’Italia il secondo paese più a rischio default in Europa, preceduto solo dalla Grecia. Nonostante i livelli di spread, rendimenti e prezzi dei CDS siano lontanissimi dai picchi visti nel 2011, l'impennata degli ultimi giorni desta non poca preoccupazione tra gli investitori.