L'Italia si ritrova a dover gestire uno scenario post-elettorale tra più complessi degli ultimi anni. I pronostici della vigilia avevano dato come unica certezza l'ingovernabilità e sono stati rispettati. Numeri alla mano, come a livello di singolo partito il vincitore è risultato essere il Movimento 5 Stelle sia alla Camera che al Senato, riscuotendo rispettivamente il 32,68% e il 32,2% dei voti. Nonostante il successo del partito fondato da Beppe Grillo, il M5S non è riuscito ad ottenere i numeri per poter governare da solo, complice anche la nuova legge elettorale (il Rosatellum bis). A livello di coalizione, invece, il primato spetta al Centrodestra (Lega, FI, FdI, Noi con l’Italia-Udc) che ha ottenuto il 37% delle preferenze sia alla Camera che al Senato. All’interno della coalizione, a sorpresa il partito più votato è stato la Lega, che ha superato nelle preferenze il suo alleato storico, Forza Italia. Il Centrosinistra (costituito da Partito Democratico, +Europa con Bonino, Insieme, Civica popolare Lorenzin, Svp-Patt) è rimasto più indietro, con un poco meno del 23% dei consensi tra Camera e Senato.

I numeri confermano, dunque, che non c'è alcuna possibile maggioranza assoluta in nessuno dei due rami del Parlamento. Quale l’impatto sui mercati finanziari? Quello che però risalta ulteriormente dopo un'attenta analisi del voto, è una nuova geografia delle preferenze. Al Nord il Centrodestra si è aggiudicato quasi tutti i seggi, mentre al Sud ha stravinto il M5S, tanto da arrivare al paradosso della Lombardia che non vede nessun eletto tra i rappresentanti del Movimento e in Sicilia il M5S ha vinto quattro seggi in più rispetto al numero dei candidati presentati.