Lo US Bureau of Labor Statistics (BLS) ha comunicato che nel mese di ottobre sono stati creati 250 mila nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli statunitensi, un dato ben superiore alle aspettative (ferme a 185.000 unità). Il tasso di disoccupazione è rimasto fermo al 3,7%, livelli minimi dal 1969. Contrastate le revisioni dei mesi precedenti: il dato di agosto è stato rivisto a 286.000 unità (da 270.000) mentre quello di settembre è sceso a 118.000 unità (da 134.000 mila). Nel complesso le revisioni non cambiano il quadro in generale. La crescita dei salari ad ottobre è balzata al 3,1% a/a rispetto al 2,8% del mese precedente, è il dato più alto da aprile 2009.

I dati odierni sono decisamente incoraggianti, sia in termini di posti di lavoro che di crescita dei salari. Quest’ultimo è certamente il dato che più salta all’occhio, dato che a questo punto impone alla Fed di andare avanti con il rialzo dei tassi d’interesse a dicembre (cosa questa abbastanza scontata dal mercato), oltre che a tenere un ritmo elevato anche per il prossimo anno (probabilmente 3 ritocchi). Allo stesso tempo, la bilancia commerciale di settembre ha visto un ampliamento del deficit a 54 miliardi di dollari (livello più alto da febbraio), ben oltre le attese.

Nel complesso crediamo che i dati odierni siano importanti dato che a questo punto la Federal Reserve non può far a meno di procedere con la politica di rialzo dei tassi, a un ritmo più sostenuto di quello che gli investitori desiderano o si aspettano, anche alla luce delle recenti trimestrali. Le aspettative degli investitori di un rallentamento della crescita globale a seguito della guerra dei dazi si incrociano con quelle della Fed che vede dietro l’accelerazione dei salari la necessità di alzare i tassi di interesse. Probabilmente le news di oggi sulla vicinanza dell’accordo tra Usa e Cina contribuiscono a ridurre la reale portata negativa della notizia. Potrebbe bastare un passo indietro di Trump nei prossimi giorni a rispolverare le vendite. Ad ogni modo non occorre attendere molto per vedere il parere della Banca centrale statunitense, dato che la riunione si terrà giovedì prossimo.