Lo US Bureau of Labor Statistics (BLS) ha comunicato che nel mese di settembre sono stati creati 134 mila nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli statunitensi, un dato ben inferiore alle aspettative (ferme a 180.000 unità). Il tasso di disoccupazione è sceso al 3,7% dal 3,9% del mese scorso. Si tratta del valore più basso dal 1969. Positive le revisioni dei mesi precedenti: il dato di luglio è stato rivisto a 165.000 unità (da 147.000) mentre quello di agosto è salito addirittura a 270.000 unità (da 201.000 mila). Nel complesso le revisioni portano a un aumento di 87.000 posti rispetto a quanto comunicato in precedenza. La crescita dei salari a settembre si è attestata al 2,8% a/a rispetto al 2,9% del mese precedente.

I dati odierni sono apparentemente deludenti. Gli investitori sembrano aver apprezzato le importanti revisioni dei mesi precedenti, che più che compensano il dato deludente di settembre. In linea con le attese è stata la crescita dei salari, che rimane vicino ai massimi dal 2009. Allo stesso tempo, la bilancia commerciale di agosto ha visto un ampliamento del deficit a 53,2 miliardi di dollari (livello più alto da febbraio), dai 50 di luglio. Il dato è risultato comunque in linea con le attese.

Nel complesso crediamo che i dati odierni non cambiano la strategia della Federal Reserve di procedere con un rialzo dei tassi a dicembre, portando i ritocchi sul 2018 a quattro. Anche il mercato sembra pensarla in questo modo. Sul comparto governativo, sono riaffiorate le vendite sui Treasury, con il rendimento sul decennale salito nuovamente al 3,24%, massimi dal 2014. Anche i future a Wall Street hanno accelerato al ribasso dopo i dati, visto che le figure odierne supportano la view hawkish preannunciata da Powell in settimana.