Lo US Bureau of Labor Statistics (BLS) ha comunicato che nel mese di novembre sono stati creati 155 mila nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli statunitensi, un dato inferiore alle aspettative (ferme a 190.000 unità). Il tasso di disoccupazione è rimasto fermo al 3,7%, livelli minimi dal 1969. Le revisioni dei mesi precedenti hanno visto il dato di settembre passare a 119.000 unità (da 118.000) mentre quello di ottobre è sceso a 237.000 unità (da 250.000 mila). Nel complesso le revisioni non cambiano più di tanto il quadro generale (-12 mila posti di lavoro). La crescita dei salari ad ottobre è rimasta al 3,1% a/a (3,2% atteso), confermandosi come il livello più alto da aprile 2009.

I dati odierni confermano un buono stato di salute dell’economia statunitense, nonostante siano leggermente inferiori alle attese. La crescita dei salari sullo stesso ritmo del mese precedente comunque impone alla Fed di agire con un rialzo dei tassi d’interesse a dicembre, nonostante le recenti minacce arrivate dai mercati. Cambia l’outlook per il prossimo anno quando probabilmente i rialzi saranno limitati a uno, con un approccio wait and see della Banca centrale statunitense visti i crescenti downside risk a livello globale.

Sebbene i dati macro statunitensi continuano ad essere solidi, gli investitori si aspettano un rallentamento dell’economia in futuro, come conferma anche il recente flattening della curva. Ad ogni modo se la congiuntura al momento spinge la Fed ad andare avanti con i rialzi dei tassi, le aspettative poco rosee impongono una maggiore cautela. Crediamo pertanto che il rialzo di dicembre rimanga sul tavolo, mentre il prossimo anno tutto sarà legato all’evoluzione della guerra commerciale tra Usa e Cina, alla Brexit e al rischio di un rallentamento dell’economia globale più in generale.