L’US Bureau of Labor Statistics (BLS) ha comunicato che, nel mese di maggio, sono stati creati, nei settori non agricoli, 223 mila nuovi posti di lavoro, dato ben superiore alle aspettative del consensus (+190k). Il tasso di disoccupazione è sceso al 3,8% dal 3,9% (attese al 3,9%).

Riviste le cifre dei mesi scorsi (+15 mila posti di lavoro rispetto alle stime precedenti). Il dato di aprile è stato rivisto al ribasso a +159k (da +164k), quello di marzo al rialzo a +155k (da +135k).

Il tasso di disoccupazione giovanile si attesta al 12,8%, disoccupazione donne (3,3%), bianchi (3,5%), afroamericani (5,9%), asiatici (2,1%), ispanici (4,9%).

Su base mensile i salari sono saliti dello 0,3% (consensus +0,2%), su base annuale sono saliti del 2,7% (aspettative +2,6%).

Valutazione

Cifre positive sul mondo del lavoro statunitense che tuttavia non hanno avuto un particolare impatto sul biglietto verde. Il dollar index principale indice che misura la forza della valuta statunitense nei confronti delle valute internazionali ha evidenziato solamente un po’ di volatilità ma non una direzione precisa. E’ da segnalare che nonostante i buoni dati e le revisioni positive dei mesi precedenti, la media degli ultimi tre mesi si mantiene comunque al di sotto dei 200 mila posti di lavoro creati (+179k per la precisione). Teniamo inoltre conto che sia abbastanza scontato che il braccio operativo del principale istituto centrale mondiale (FOMC) possa aumentare il costo del denaro negli Stati Uniti di 25 punti base nel prossimo meeting (decisione nella serata del 13 giugno) portandoli dal range 150-175 bps al range 175-200 bps (confermato anche dalla pubblicazione degli ultimi verbali).