Non possiamo definirli titoli dimenticati – perché scambiano regolarmente – ma qualificarli come titoli depressi sì, poiché indeboliti da una serie di fattori negativi talvolta enfatizzati. E’ il caso del General Electric Tv 05mg26 (Isin US36962GW752) in dollari, quotato sia su Borsa Italiana sia su Tlx. Le complesse vicende dell’emittente hanno fatto scendere questo bond dai consueti livelli di un tasso variabile sui 98-100 Usd a un minimo di 75,8 per poi registrare un parziale rimbalzo verso gli 88 Usd di ieri. 

Tentativo di risalita

Dopo le difficoltà del 2018, General Electric, multinazionale Usa attiva nelle tecnologie e nei servizi, sta attraversando una fase altalenante anche in Borsa, dove il titolo è protagonista di frequenti scivolate e rimbalzi, sebbene stia tornando sopra il livello di salvaguardia dei 10 $. Attenzione però a troppo entusiasmo. Di recente il gruppo ha comunicato che il cash flow generato nell’anno in corso resterà negativo malgrado tutti gli sforzi intrapresi per rilanciarne le attività. In ripresa anche molte obbligazioni e soprattutto le tasso fisso più generose. Reazione invece solo parziale per alcune tasso variabile e soprattutto per la 2026, che sconta una scadenza più lunga. A taglio 1.000 Usd, è strutturata sul Libor a 3 mesi con margine aggiuntivo dello 0,38%, il che comporta attualmente una cedola del 3,11%, superata certamente da quella di altre emissioni ma superiore rispetto al rendimento dell’Us Treasury. 

Meglio sul Mot o su Tlx?

Il confronto porta a questi risultati: circa 100 punti base di spread su Borsa Italiana (ieri in chiusura la si trovava a 87,5 Usd in acquisto a 88,5 in vendita) e 90 su Tlx (87,6 in acquisto e 88,5 in vendita), con volumi trattati più rilevanti sulla seconda piattaforma. Attenzione però alla mobilità intraday, poiché il titolo conferma movimenti abbastanza rapidi anche nell’ambito di singole sedute, in parte effetto dell’andamento dell’azione. Il rendimento in corso – alla quotazione di 88,5 Usd – è del 5,04%, naturalmente in base alla cedola corrente, ma salirebbe al 5,3% per un acquisto a 87 Usd e al 5,68% a 85 Usd. Il titolo ha confermato forte volatilità nell’ultimo mese, con un minimo a 86,9 e non si può escludere che scenda nuovamente nelle prossime settimane sulla pressione di eventuali news finanziarie riferite al gruppo. Va quindi monitorato in prospettiva di un’ulteriore debolezza, per sfruttare una fase certamente difficile per l’emittente e per il singolo bond, depresso sì ma pur sempre caratterizzato da una rilevante variabilità dei corsi.