Nick Gartside, capo della divisione reddito fisso e commodity di JP Morgan Asset Management, il ramo gestione della banca americana che vanta asset per 1.700 miliardi di dollari e un portafoglio di obbligazioni per 484 miliardi di dollari, ha espresso ottimismo sulla situazione italiana in un'intervista a Il Sole 24 Ore. "Alcuni dei nostri fondi stanno aumentando l'esposizione in BTP", ha affermato il manager sottolineando di ritenere che a questi livelli il rapporto rischio/rendimento del Bel Paese sia adeguatamente remunerato.
"I problemi dell'Italia sono ben noti ma non si possono trascurare i punti di forza come il surplus della bilancia commerciale e l'avanzo primario".

Anche la decisione di alzare l'asticella del deficit *al 2,4% non preoccupa troppo Nick Gartside che ricorda che molti stanno facendo così a partire dal governo americano per compensare la riduzione dello stimolo monetario delle banche centrali.
La sostenibilità del debito italiano per il manager non è in discussione e, se la variabile chiave è la *crescita
, "crediamo che le misure messe in atto dal governo possano essere di stimolo per l'economia".
Per Gartside esiste un pericolo di downgrade delle agenzie di rating, ma non si giungerà al livello dei titoli spazzatura (junk bond), anche se è prevedibile un incremento della volatilità in vista delle decisioni delle agenzie.

Quanto al pericolo deprezzamento titoli di stato/solidità delle banche, il manager ha affermato di ritenere che non si assisterà a una crisi degli istituti di credito in quanto "lo spread Bund-BTP non si attesterà oltre la soglia di allarme dei 400 punti".
Sensata, secondo Gartside, anche l'idea dei *CIR *(strumenti vantaggiosi di acquisto dei titoli di Stato italiani da parte dei risparmiatori studiati dal governo), che è già stata applicata da altri e prende a riferimento il modello del Giappone dove il 250% di rapporto debito/Pil è gestito grazie a una stragrande maggioranza di detentori domestici del debito pubblico del Sol Levante.