I metalli preziosi vengono spesso identificati dagli investitori come un “porto sicuro” e utilizzati quindi come una specie di assicurazione contro le fasi di incertezza e di crisi, oltre che come scudo contro l’inflazione.

Cugini, ma differenti

Sostanzialmente, i precious metals sono quattro: l’oro, l’argento, il platino e il palladio, con il peso dei primi due, in particolare del primo, di molto superiore agli altri nei benchmark dedicati. Tutti e quattro sono durevoli e duttili, oltre a essere anche piuttosto rari, il che è parte della ragione per cui gli investitori li hanno utilizzati come deposito di valore per secoli. Nonostante questi tratti in comune, però, ogni singolo metallo ha una storia a sé ed è guidato da dinamiche di domanda e offerta molto diverse le une dalle altre.

Semplificando, si può sostenere che l’unico “vero” metallo prezioso sia l’oro, con oltre il 50% della domanda globale derivante dal settore della gioielleria (in primis da Cina e India) e oltre il 35% dall’investimento diretto. L’argento può invece essere definito un metallo “ibrido”, a metà tra il prezioso e l’industriale, per via dei suoi molteplici utilizzi. Platino e palladio, infine, nonostante rappresentino entrambi un’alternativa economica agli anelli di fidanzamento in oro bianco, sono in realtà primariamente utilizzati come metalli industriali e sono quindi molto sensibili agli alti e bassi dell’economia.

L’auto “green” fa bene al palladio

Il palladio, poi, merita in questo momento un focus particolare. Lo scorso 18 marzo, questo metallo ha toccato i 1.586 dollari l’oncia, il livello più alto mai registrato (attualmente è sceso a 1.340 dollari). Nell’agosto del 2018, il valore gravitava intorno agli 883 dollari. Nell’ultimo anno, il prezzo spot del palladio ha guadagnato circa il 43% (in dollari, all’11 aprile), con gli strumenti espressi in euro che hanno a loro volta aggiunto al rally di mercato un effetto valuta positivo, con il dollaro statunitense che si è rivalutato del 10% circa contro l’euro nello stesso periodo.