Rischio di facciata

By Peter Rosenstreich

In superficie sta crescendo la propensione al rischio ma, sotto, la volatilità continua a comprimersi. L’indice VIX sulla volatilità, pari a 12,33, è a livelli che non si vedevano da gennaio. I mercati finanziari sono meno preoccupati per i clamori geopolitici e più concentrati sui fondamentali. Il rallentamento in Asia ed Europa non è allarmante e la normalizzazione delle banche centrali rimane graduale. Le quotazioni dell’azionario, al di fuori degli USA, sono su livelli gestibili. Sebbene il protezionismo rimanga un rischio, gli scambi interni in Asia mantengono la regione supportata. Nella regione in via di sviluppo dell’Asia orientale e del Pacifico, la crescita dovrebbe raggiungere il 6,4% nel 2018; la Cina sta superando le attese, dirigendosi verso il 6,9%.

Siamo ribassisti sull’USD (rialzisti su INR, THB e IDR), ma insicuri su come le vendite massicce di debito influenzeranno i deflussi di capitale nei mercati emergenti. Per questa settimana si prevede un rialzo del tasso USA dello 0,25%. Si profila il rischio di 4 rialzi del tasso nel 2018, più dei 3 attesi attualmente. Quattro rialzi darebbero all’USD una piccola spinta passeggera.

Lo slancio del dollaro sulla scia dell’incontro Trump-Kim non è durato molto

By Arnaud Masset

Il dollaro USA ha iniziato la giornata in forte rialzo, perché gli investitori hanno festeggiato la conclusione del vertice fra Trump e Kim. Durante la seduta asiatica, l’indice del dollaro è balzato a 93,89, mentre la moneta unica scendeva a un minimo di 1,1741, l’USD/JPY saliva a 110,49 e l’USD/CHF ha toccato quota 0,9884. I due leader hanno firmato un accordo che Donald Trump ha definito “esauriente” e “importante”, e potrebbe dunque rappresentare una svolta. Tuttavia l’accordo è talmente “esauriente” da non dire nulla su ciò che farà concretamente la Corea del Nord circa la denuclearizzazione, né quale sarebbe la ricompensa dagli USA. A nostro avviso, il comunicato è troppo vago per giungere a conclusioni concrete. Sì, dimostra buona volontà, ma purtroppo entrambi i leader in passato non hanno sempre mantenuto le promesse fatte. È indubbio, quindi, che non sarà un’impresa facile.