Prima la pressione del Dollaro, poi le fibrillazioni trasmesse dal nascituro governo Italiano, hanno impresso una sequenza ribassista di periodo sul cambio Eur/Usd.

Il recupero di terreno di inizio giugno è stato stimolato dalle stime sulla fine del Qe europeo, per il quale il mercato si aspetta lumi dalla riunione Bce che si terrà la settimana prossima.

Passiamo in rassegna la segnaletica operativa sul cambio Eur/Usd sui diversi piani di osservazione: dal segnale strategico, ricavato dal quadro mensile, a quello tattico, ricavato dal quadro settimanale, fino alle evidenze operative del Trend/segnale di breve, ricavato dall’osservazione Candle Model del quadro giornaliero.

QUADRO MENSILE

La staffetta tra pressione ribassista e ritorno di compratori di Euro ha rispecchiato la fase di recrudescenza del rischio Italia che è andata paventandosi nella gestazione della messa a punto del nascituro governo giallo-verde, alla quale è seguita l’aspettativa del mercato dell’avvicinamento della fine Qe da parte della BCE.

Questi due aspetti restano i due market mover tra i principali del cambio, oltre che – naturalmente – le dinamiche collegate più direttamente al Biglietto Verde.

La dinamica mensile del cambio Eur/Usd, lasciata di fatto sterilizzata la view di periodo con la violazione in debolezza di 1,2150 occorsa il 26 aprile, ha assistito alla temporanea violazione di area 1,1550 che ha formalmente smantellato la residua prerogativa rialzista mensile del cambio.

Il recupero messo a segno sul finire di maggio, tuttavia, è avvenuto in configurazione utile ad aprire all’osservazione di un eventuale ripristino dell’indicazione rialzista, se coadiuvata - a questo punto - da una chiusura settimanale congruamente tonica, che per questa ottava consiste in un epilogo sopra 1,1720/1,1730.