La Fed prudente fa scendere l’USD

By Arnaud Masset

Come ampiamente previsto, la Federal Reserve ha alzato i tassi di altri 25 punti base, adottando un approccio cauto durante la riunione di giugno. Dopo aver passato gran parte della giornata di mercoledì in graduale calo, nei minuti che hanno preceduto l’annuncio, il biglietto verde si è apprezzato bruscamente, anche se poi ha stornato immediatamente i guadagni perché gli investitori hanno capito che non era cambiato nulla. È vero che il comunicato è stato oggetto di importanti modifiche, infatti il FOMC ha rimosso la parte sulla “forward guidance”, avanzo della crisi finanziaria.

Anche il “dots plot” non è cambiato molto. I membri della Fed continuano a segnalare altri due rialzi del tasso nel 2018, più probabilmente a settembre e dicembre. Ciò nonostante, hanno detto che le decisioni sul tasso d’interesse non sono automatiche e che si possono adattare a sviluppi inattesi dell’economia; ciò da quindi alla Fed la flessibilità di defilarsi se l’economia avesse bisogno di una pausa.

Powell ha accuratamente evitato di accennare alla guerra commerciale iniziata da Donald Trump, anche se potrebbe avere conseguenze notevoli per l’economia USA, e ha ricordato che la politica commerciale non rientra nel mandato della Fed.

Sul mercato forex, il dollaro sta perdendo terreno contro tutte le altre valute G10, fatta eccezione per il dollaro australiano, che soffre per le incertezze legate alla guerra commerciale e la debolezza dei dati cinesi. Con la Fed ormai alle loro spalle, gli investitori ora attendono con impazienza la riunione della BCE di oggi pomeriggio.