La sterlina ha vissuto un'altra giornata movimenta ieri, per effetto del voto parlamentare sul rinvio della Brexit. Alla fine, la variazione al rialzo non è stata nemmeno troppo elevata, subito dopo il voto, se messa in paragone con quanto era successo nelle due precedenti votazioni, che avevano visto variazioni in termini di pips molto elevate. Prima del voto parlamentare la sterlina si trovata sulla soglia dell'1,3270 nei confronti del dollaro. Poi, la divisa britannica è scesa fino a 1,3219, minimo di giornata, per poi risalire, dopo il voto, fino a quota 1,3266.

Con il voto di ieri, il parlamento britannico ha approvato la mozione del Governo con la quale si proponeva l'estensione della data di uscita del Regno Unito dall'Unione Europea, attualmente fissata per il prossimo 29 marzo, dopo che nella giornata di mercoledì lo stesso parlamento aveva votato contro la possibilità di una uscita senza accordo. Bocciata, invece, la possibilità di ricorrere ad un secondo referendum. La parola ora passa all'Europa, la quale dovrà decidere se accordare l'estensione oppure mantenere invariato il termine prefissato. Il rinvio richiesto dal Governo di Theresa May è di almeno tre mesi, ma potrebbe essere molto più elevato. I leader europei hanno già dichiarato di essere disponibili a concedere l'estensione, a patto che questa sia di lungo respiro e subordinatamente alla presentazione di una soluzione da parte di Londra, condizioni che difficilmente potranno essere accettate dal Governo britannico.

Theresa May proverà ancora settimana prossima a far votare il suo piano di uscita, già bocciato due volte dai membri stessi della sua maggioranza, mettendo i parlamentari del suo partito davanti alla scelta tra l'approvare quel piano o rischiare di restare legati all'Unione Europea ancora per anni, forse per sempre. Una eventualità che creerebbe, tra le altre cose, una enorme frattura nei rapporti con l'amministrazione Trump, che ha dichiarato di sentirsi sorpreso da "quanto male sono andati gli accordi" e accusato la premier di aver completamente sbagliato strategia. Gli Stati Uniti vogliono l'uscita del Regno Unito almeno quanto la vogliono i Brexiteers. Anche questa pressione peserà la prossima settimana nelle scelte del parlamento. Nel frattempo, la sterlina si prepara ad altri giorni di forte volatilità.