Collisione fra politica monetaria e industriale dell’UE

By Peter Rosenstreich

I dati tedeschi raccontano come stanno le cose: nel manifatturiero le vendite sono aumentate del 4,1% annua (previsione: 1,2%) e la produzione industriale è cresciuta del 3,4% su base mensile (previsione: 1,8%). La domanda di beni e servizi europei è e continuerà ad essere forte.

Ciò potrebbe costringere la Banca Centrale Europea (BCE) a “normalizzare” la sua politica monetaria, cosa che potrebbe spingere l’EUR/USD sopra l’attuale soglia a 1,20 – minacciando pertanto le esportazioni. Il presidente della BCE Mario Draghi tenta di fare l’equilibrista, dichiarando con commenti da colomba che la politica accomodante rimane una necessità. La BCE ha però rivisto al rialzo le sue previsioni su crescita e inflazione. L’allentamento quantitativo potrebbe finire nel 2018, prima di quanto prevede il mercato. Rimaniamo costruttivi sulla ripresa nell’UE e vediamo nei cali dell’EUR/USD un’opportunità per ricaricare i lunghi.

Utile di CHF 54 miliardi per la banca centrale svizzera

By Vincent-Frédéric Mivelaz

La banca centrale svizzera prevede per il 2017 utili esorbitanti, pari a 54 miliardi di franchi! Questo dopo gli utili pari a CHF 24 miliardi nel 2016 e la decisione della banca, risalente al 2015, di smettere di sostenere il franco a CHF 1,20 per euro. Questo aumento massiccio è un segnale positivo per l’economia svizzera e presagio di un 2018 eccellente.

I guadagni della Banca Nazionale Svizzera (BNS) derivano da valute straniere (CHF 49 miliardi – 90,70%), consistenze in oro (3 miliardi – 5,60%) e franchi svizzeri (CHF 2 miliardi – 3,70%). Gli azionisti della BNS (sì, è una società quotata) riceveranno un dividendo di CHF 15 per azione; il governo federale e i Cantoni si spartiranno 1 miliardo di franchi. Per loro ci sarà anche un bonus una tantum da CHF 1 miliardo.