Indicatori analisi tecnica


La disciplina dell’analisi tecnica si compone di strumenti, detti indicatori tecnici che, solitamente basati su calcoli e modelli statistici, vengono impiegati al fine di interpretare l’andamento di un mercato quotato.

Indicatori analisi tecnica

All’interno della famiglia degli indicatori tecnici vi sono specifiche categorie di strumenti, ognuno dei quali che meglio si confà allo specifico mercato di riferimento. Tra questi, una fondamentale divisione è data da indicatori leading ed indicatori lagging. Mentre con il primo dei due termini si intende un mezzo di previsione statistica dell’andamento futuro dei prezzi (basato sulla rilevazione e lo studio dei prezzo precedenti), con il secondo si incentra l’attenzione sul segnale lanciato dal trend di mercato appena iniziato.
Fanno parte della categoria leading indicatori quali: Oscillatore stocastico e RSI (Relative Strenght Indicator).
Appartengono invece al gruppo dei lagging: Media Mobile Semplice ed esponenziale, MACD, Supertrend, ADX. e Parabolic Sar.

Differenze tra indicatori ed oscillatori

A tal proposito è inoltre necessario muovere una precisazione, ovvero quella inerente alla differenza che intercorre tra il più comune termine di indicatore e quello di oscillatore. Con il termine indicatore si intende uno strumento che non ha un range predefinito di movimento e che tende invece a fluttuare a cavallo di linee di equilibrio (solitamente al livello zero o cento).
Diversamente, l’oscillatore è uno strumento che assume valori inclusi all’interno di un range definito, il cui calcolo presuppone una normalizzazione che finisce a sua volta per determinate i livelli di massimo e di minimo raggiungibili. Questo vincola l’oscillatore a trattenersi all’interno di un range di valori prefissato, dove soglia massima e minima coincidono solitamente con zone di ipercomprato ed ipervenduto (e dunque, a segnali di vendita ed acquisto).

Gli strumenti dell’analisi tecnica

Per muoversi all’interno dell’analisi tecnica è necessario conoscere con accuratezza gli strumenti che in essa vi operano e le differenzei tra questi a livello di caratteristiche ed efficacia rispetto alla applicabilità sul mercato. L’uso di indicatori, infatti può costituire oggetto di confusione se utilizzato in maniera non corretta o se inserito in un contesto sbagliato. Tra i principali errori vi possono essere la sovrainterpretazione di mercato, il falso segnale di un trend e, soprattutto, l’incongruenza data da un eccesso di indicatori applicati alla medesima quotazione.
Allo stesso modo, quando un segnale proveniente da un indicatore viene confermato dal segnale di un altro indicatore di diversa categoria o da un oscillatore, questo stesso sarà più attendibile e maggiormente affidabile.

Tipologie di indicatori (ed oscillatori)

Tra i principali indicatori dell’analisi tecnica presenti sul mercato è possibile individuarne quattro diverse categorie:

  • Indicatori di Trend
  • Indicatori in Assenza di Trend
  • Indicatori di Volume
  • Indicatori di Volatilità

Esiste inoltre una quinta categoria, che va sotto il nome di Indicatori di Ciclo. Quest’ultima, diversamente dagli altri indicatori, segue una disciplina a sé stante e costituisce oggetto di studio per una particolare scuola di pensiero del trading: quella della ciclicità degli avvenimenti.
Ritenendo che il mercato si muova secondo uno schema ripetuto nel tempo, l’analisi ciclica si prefigge l’obiettivo di sfruttare la “prevedibilità” di un mercato scadenzato da movimenti ricorrenti. Gli Indicatori di Ciclo partono dunque dall’idea che i corsi di quotazione siano dominati da movimenti ripetuti nel tempo (e, dunque, leggibili in forma di pattern).

Su tale presupposto sono state sviluppate diverse teorie di mercato, volte a trovare quale forza regolamenti un determinato schema che si ripete in successione. Di tali teorie, la più celebre prende il nome del suo creatore: Onde di Elliott.

Quattro tipologie di indicatori per categoria

Partendo dalla prima categoria, gli Indicatori di Trend, come suggerisce lo stesso nome, aiutano nell’identificazione di un trend e accompagnano il trader nella ricerca del trend dominante. Compongono tale sezione strumenti tecnici quali l’indicatore il Parabolic SAR, il MACD e ogni tipologia di Media Mobile. A latere di queste, si trovano diversi strumenti, finalizzati anch’essi all’interpretazione del movimento in atto, quali ADL, ADX e DMI.

La seconda categoria toccata è quella che va sotto il nome di Indicatori in Assenza di Trend, o meglio, oscillatori, che si compone di oscillatori utilizzati per valutare il realizzarsi di situazioni di ipercomprato o ipervenduto. Questi ultimi, utilizzati in concomitanza ad indicatori di diversa origine, possono aiutare a comprendere quando e se vi sia in atto l’inizio di un nuovo trend. In tale tipologia di strumenti tecnici rientrano l’RSI (Relative Strenght Indicator), l’oscillatore stocastico ed il CCI (Commodity Channel Index).
Tali indicatori, vengono spesso generalmente definiti come Indicatori di Momentum, sebbene tale definizione non sia congeniale all'uso specifico: con Momentum, infatti, si indicano tutti quegli strumenti applicati in un periodo temporale specifico che, a seconda del periodo considerato (ad esempio un grafico daily o uno a 30 minuti), possono risultare più o meno utili. E' infatti possibile che un indicatore applicato su un time frame superiore non dia indicazioni specifiche (ed evidenzi un trend laterale), mentre lo stesso applicato sulla medesima quotazione in un arco temporale più ristretto sia significativo di un trend in atto.

Terza tipologia è rappresentata dagli Indicatori di Volume che, come suggerito dallo stesso nome, vengono utilizzati per comprendere la dinamica di quotazione tramite lo studio dei volumi (e la forza che, quindi, contraddistingue il movimento). Questi, considerati in termini di scambi registrati in un determinato arco temporale, guardano la relazione tra il volume scambiato ed il movimento di prezzo registrato: una variazione supportata da una massa consistente ha maggiore validità in termini di segnale lanciato. In tale tipologia di strumenti tecnici rientrano indicatori quali Money Flow Index, OBV, Force Index, Chaikin Money Flow, ed Ease of Movement.

Quarta categoria di indicatori è quella denominata Indicatori di Volatilità, che spesso trovano applicazione non tanto nello spiegare la dinamica del trend in atto, quanto piuttosto nel definire due margini, l’uno superiore e l’altro inferiore, all’interno del quale è sensato pensare possa muoversi la quotazione. Tali strumenti, detti anche indicatori di range, sono ritenuti fondamentali al fine di poter giocare d’anticipo di fronte ad un possibile aumento di volatilità dove, una crescita di questa, può lanciare il segnale di convenienza per un’entrata o un’uscita immediata dalla quotazione. Tra gli indicatori di Volatilità più comuni figurano le Bande di Bollinger e l’ATR (Average True Range).

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