Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

I mercati azionari continuano a mostrare un andamento un po' altalenante, confortati da un lato da alcuni buoni dati macro, e frenati dall'altro dalle incertezze geopolitiche. Cosa prevede nel breve per le Borse UE e Usa?

Incominciamo dagli Usa, dove la situazione è un po' confusa, dominata più che mai da Trump e dai suoi diktat ed interventi a pioggia, fra visite in Indonesia con Corea del Nord, dazi alla Cina ed agli stessi alleati europei, e guerriglie qua e là per il mondo.

L'economia statunitense viaggia al galoppo, l'occupazione è ai massimi e l'inflazione aumenta lentamente, ma constantemente.
Si guarda già al vicino aumento dei tassi 2018, il penultimo di quest'anno, in parte scontato dai mercati, mentre fra un po' si incomincerà a parlare dei probabili aumenti del 2019, del numero e dell'entità, rialzi questi non ancora prezzati dai mercati.

Si dovrebbero incominciare a vedere i primi risultati della recente azione fiscale, mentre a novembre vi sarà un check di metà mandato che dovrebbe conseguentemente consegnarci un'America molto in salute ed un presidente Trump ben in sella, nonostante i primi mesi burrascosi.

Da qui dall'autunno, nonostante 2 aumenti dei tassi di interesse, non prevediamo grossi scossoni per gli indici Usa, con un range ampio fra 23.500 e 25.500 circa per il Dow Jones.

Per la vecchia Europa il discorso si fa completamente diverso e più tendente al negativo. Ci sono due incognite, più che spine nel fianco: la Spagna e sopratutto l'Italia, alle prese quest'ultima con un nuovo difficile percorso di rilancio, quasi impossibile visto dall'esterno.

Prevediamo quindi, da qui a fine anno, un Europa a tre velocità, con la Francia ed il Nord a rimorchio degli Usa, diversamente dalla Germania sempre piuttosto  negativa.
Spagna e sopratutto Italia, negative o molto negative, quasi facessero un altro cammino, ma appesantite dall'incertezza politica.

A Piazza Affari si sono un po' allentate le tensioni dopo la nascita del nuovo Governo, con il Ftse Mib che ha recuperato circa 1.000 punti dai minimi delle ultime sedute. Si aspetta ulteriori rimbalzi dai livelli attuali?

A Piazza Affari non prevediamo ulteriori balzi dopo quello di venerdì, poi smorzatosi in chiusura. Se mai potremmo valutare solo un ulteriore tentativo del future settembre, quello che va monitorato ormai per tutta l'estate, di uscire dal range 21.900/22.200, con termine corsa a 22.500/22.600.

Presto in Italia ci si scontrerà con molti problemi di copertura dei bei progetti elettorali, a meno di mettere ancora una volta le mani in tasca
agli italiani, penso ad esempio all'aumento dell'Iva, e promettere ancora lotta agli evasori e basta.

ENI e Saipem stanno risalendo la china malgrado la discesa dei prezzi del petrolio al di sotto dei 67 dollari al barile. Qual è la sua view su questi due titoli?

La corsa dei due petroliferi da lei citati è già finita. Prevediamo poi un'ulteriore discesa del petrolio, con forchetta allargata fra Wti e Brent.
Di conseguenza Eni dovrebbe attestarsi anche in area 14,50 circa, mentre Saipem dovrebbe accentuare il ribasso rispetto ad Eni.
Quest'ultimo titolo è il nostro preferito fra i due, per una forchetta fra 13 e 16 euro, molto gestibile ed affidabile, senza dimenticare che ENI offre inoltre un ottimo dividendo.

La recente correzione del mercato ha creato a suo avviso delle opportunità da cogliere tra i titoli? A quali consiglierebbe di guardare in particolare ora?

Abbiamo consigliato ai nostri abbonati ai servizi di consulenza operativa di alleggerire il portafoglio azionario ed obbligazionario a partire dalla nostra lettera del 5 marzo scorso, fino ad annullarlo completamente in maggio, prima e dopo  lo stacco dei dividendi, evidentemente non solo per il noto detto "sell in May and go away".
In seguito abbiamo suggerito di integrare piano piano il portafoglio con stock  picking su titoli di piccola e media capitalizzazione e storie di successo.

Ne citiamo alcuni: Campari, Brembo, Brunello Cucinelli, Valsoia, FinecoBank, Tamburi, Autogrill, El.en, Telecom Italia nella versione risparmio, Centrale Latte, EI Towers e Banca Ifis.
Naturalmente l'ingresso su questi titoli è combinato con altri assett difensivi e complementari, per bypassare questo lungo periodo di incertezze nostrane.

Il dollaro è tornato a guadagnare terreno contro yen ed euro dopo la breve pausa delle ultime giornate. Cosa si aspetta per questi due cambi?

Sul fronte valutario si dovrebbe ritornare a breve e medio termine su valori segnati prima della settimana turbolenta appena trascorsa. L'euro-dollaro, dopo un fisiologico rimbalzo, dovrebbe riportarsi dapprima verso gli 1,15 nuovamente, per poi andare anche verso gli 1,10/1,12.

Per il dollaro-yen si dovrebbe sempre restare fra 104,50 e 109,50, con escursioni intraday anche fuori dalla ampia forchetta verso 103,50 al ribasso e 111,50 al rialzo, livello quest'ultimo già toccato sul finire di maggio.