Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Angelo Ciavarella, Head of Global Markets e Professore a contratto di Teoria e pratica dei mercati finanziari all'Università di Greenwich, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Nella seduta di ieri le vendite hanno dominato la scena sulle principali Borse mondiali complici le dichiarazioni di Trump sui dazi alla Cina. Quali ripercussioni si aspetta nel breve sui mercati azionari?

Con Trump è sempre difficile fare previsioni perché è un po’ una scheggia impazzita. Tra i mercati che hanno accusato il colpo ieri troviamo quello tedesco perché le società del Dax sono molto esposte all’economia asiatica e in particolare alla Cina.

Nel caso in cui dovessero essere effettivamente applicati i dazi minacciati da Trump, l’economia che pagherà pegno più delle altre sarà quella tedesca.

Questa è sicuramente una situazione un po’ problematica per la Germania, soprattutto perché è semplicemente uno spettatore e non un arbitro, pagandone inevitabilmente le conseguenze.

Il Dax30 ieri ha toccato un minimo a ridosso dei 12.130 punti, da cui poi ha rimbalzato bene senza evitare una chiusura in rosso. Al di sotto dei minimi di ieri l’indice tedesco troverà un altro importante supporto in area 12.000-11.850.

Questo potrebbe essere il target della discesa che non credo sia già finita: ora c’è un po’ più di volatilità sui mercati azionari considerando che la stessa era oggettivamente ridotta ai minimi.