Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Angelo Ciavarella, Head of Global Markets, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Nell'ultima intervista aveva palesato una view negativa su Piazza Affari che però ha visto un forte recupero del Ftse Mib al traino dei nuovi record segnati a Wall Street. Come cambia la sua view alla luce di questa evoluzione?

Il listino italiano sembra un indice da emerging markets se si pensa che in cinque sedute è salito di ben 1.300 punti. Personalmente ho cambiato la mia view sul Ftse Mib quando il 4 gennaio scorso lo stesso ha messo a segno un rialzo che lo ha riportato poco sopra i 22.500 punti in chiusura di sessione.

Quella del 4 gennaio è la classica candela che bisogna sfruttare per comprare senza chiedersi neanche perchè. Ora la soglia dei 23.100 punti, corrispondente ai massimi del 2017, dovrebbe fungere un po' da resistenza, anche perchè sembra che gli indici azionari americani stiano finendo un po' la benzina, nonostante continuino ad aggiornare i loro massimi storici.

In Europa il Dax30 scende un po' frenato dalla forza dell'euro, mentre per il Ftse Mib l'ostacolo chiave è quello dei 23.100 punti. In caso di rottura al rialzo di tale livello avremo un primo target in area 24.000, per cui alla violazione dei 23.100 non si può fare altro che assecondare il movimento rialzista.

Mi aspetto un piccolo storno dai prezzi attuali, ma non vedo particolari pericoli al ribasso. Il Ftse Mib è stato uno degli indici che è salito di più in queste prime giornate del 2018 e questo è un po' strano, ma è altrettanto vero che non sono spiegarmi i motivi della discesa che hanno appesantito il nostro indice a fine 2017, con una perdita di quasi 1.500 punti senza nessuna motivazione.