Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Angelo Ciavarella, Head of Global Markets e Professore a contratto di Teoria e pratica dei mercati finanziari all'Università di Greenwich, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Le Borse hanno accusato il colpo sulla scia delle rinnovate tensioni commerciali tra Cina e Usa. Il Ftse Mib è sceso sotto quota 21.000: si aspetta ulteriori vendite nel breve?

Nell'intervista della scorsa settimana avevamo già preventivato una discesa del Ftse Mib, la cui flessione è andata oltre i target segnalati in area 21.000/20.800.

Le vendite sono state alimentate dai nuovi scontri tra Cina e Usa sul tema dei dazi e dopo l'aumento dal 10% al 25% delle tariffe americane su 200 miliardi di euro di beni cinesi, Pechino ha risposto con dazi su 60 miliardi di dollari di prodotti Made in Usa.

C'è da dire però che la controffensiva della Cina è ben poca cosa rispetto ai margini di manovra degli Stati Uniti, ma questo scontro può avere degli effetti negativi sull'intera economia mondiale.

Da notare che la Cina importa beni per 60-70 miliardi di dollari, mentre l'America ha importato oltre 650 miliardi di dollari, di cui 420 miliardi dalla Cina.

Lo scontro commerciale colpisce quindi più Pechino che Washington e questo spiega anche perchè la risposta di ieri della Cina è ben poca cosa rispetto alla mossa di Trump.

Il problema è che questo scontro potrebbe portare ad un "full trade war" e in tal caso si stima che l'economia mondiale potrebbe accusare il colpo con un calo dello 0,8%, con conseguente su tutti i mercati e in particolare su quello della Germania che esporta molto anche in Cina.