Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Angelo Ciavarella, Head of Global Markets e Professore a contratto di Teoria e pratica dei mercati finanziari all'Università di Greenwich, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Il Ftse Mib sta allungando il passo, sostenuto anche dalle parole di Draghi sui tassi e sul QE e in attesa delle decisioni della Fed domani. Cosa aspettarsi nel breve?

Questa mattina prima che parlasse il presidente Draghi il Dax30 è arrivato a perdere oltre 100 punti, scendendo poco sotto quota 12.000. In seguito l'indice è letteralmente schizzato al rialzo e il movimento contrario si è avuto sull'euro-dollaro che da quota 1,124 è sceso fino a 1,118.

Simile la dinamica a Piazza Affari dove il Ftse Mib si era mosso in calo in apertura, scendendo a testare area 20.500. Dopo le parole di Draghi l'indice è salito e ora viaggia ad un passo da quota 20.900.

La situazione è molto fluida ed è chiaro che ormai i mercati azionari si muovono solo in base alle parole dei banchieri centrali e non sull'onda dei dati macro.

Tra l'altro l'unico uscito fino adesso è stato a dir poco pessimo, visto che a giugno l'indice Zew è crollato a -21,1 punti, ben al di sotto delle aspettative.

Le Borse però hanno ignorato questa indicazione, cavalcando le parole di Draghi questa mattina, di cui ha beneficiato anche Piazza Affari.

Il Ftse Mib infatti a mio avviso era ben indirizzato a ripiegare verso i 20.200/20.000 punti, ma è schizzato al rialzo dopo l'intervento di Draghi.