Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Filippo Diodovich, strategist di IG, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e sulle prospettive nel breve.

I mercati azionari tanto europei quanto americani non accennano a frenare la loro corsa al rialzo. Quanto ritiene sostenibile e duraturo il movimento in atto?

Crediamo che i mercati azionari da inizio anno abbiano beneficiato di tanti fattori, dal rinvio della Brexit, all’allentamento delle tensioni sulla guerra commerciale.

Riteniamo tuttavia che la ragione principale che ha spinto le piazze azionarie su nuovi massimi sia stata il radicale cambio di rotta in politica monetaria da parte delle principali Banche Centrali mondiali.

La Federal Reserve sotto le pressioni del presidente Donald Trump ha interrotto il processo graduale di rialzo dei tassi d’interesse e nel 2019 molto probabilmente lascerà il costo del denaro negli Stati Uniti nel range 2,25%-2,50%.

La stessa Banca Centrale Europea ha prolungato la propria “stance” accomodante, lanciando nuove misure straordinarie di sostegno della liquidità nel Vecchio Continente.

Da settembre assisteremo a nuove operazioni di rifinanziamento per il settore bancario (le TLTRO ovvero le targeted longer-term refining operations che tornano per la terza volta) in modo da garantire liquidità sul mercato del credito.

A Piazza Affari il Ftse Mib è giunto ormai al test di area 22.000 e almeno per il momento non mostra segnali di cedimento. Prevede ulteriori progressi nel breve?

L’indice italiano da inizio anno ha evidenziato un trend rialzista forte, senza mostrare alcun segnale di debolezza. Da un punto di vista di analisi tecnica i prezzi del Ftse Mib hanno raggiunto area 22.000, che rappresenta l’ultimo dei ritracciamenti di Fibonacci della discesa evidenziata dai top di maggio 2018.