Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

Con il forte rimbalzo di ieri il Ftse Mib ha recuperato quasi interamente le perdite delle prime due sedute della settimana. Come leggere questa reazione del mercato? Si aspetta ulteriori risalite nel breve?

Dopo un inizio di Febbraio all'insegna del risk-off sui principali mercati azionari, con Wall Street che nella giornata di lunedi registrava la peggiore performance degli ultimi 5 anni, unitamente ad una volatilità che non si vedeva dal fallimento di Lehman Brothers, arriva il sospirato rimbalzo. C'è da dire però che quest'ultimo non mette ancora in un angolo la debolezza mostrata nelle ultime sedute.

Bisogna anche ammettere che la negatività di breve rientra in un contesto correttivo che ha preso spunto non solo da un atteggiamento più aggressivo da parte delle Banche Centrali, ma anche dal forte incremento dell'esposizione sull'equity avvenuto nel mese di Gennaio, unito al corto di volatilità presente sul mercato: elementi questi che hanno creato le condizioni per una "tempesta perfetta".

Sul mercato delle valute s'indebolisce l'EURO che nei confronti del DOLLARO si porta a contatto con i primi sostegni posti in area 1.2270-1.2280, sotto cui è possibile una continuazione delle vendite.

Arrivando a dare uno sguardo al nostro indice principale, ci accorgiamo che le vendite partite ad inizio febbraio hanno riportato i prezzi a contatto con la soglia dei 22mila punti.
Su questo livello transita sia la media mobile a 200 giorni che la trendline rialzista che parte dai minimi di 12 mesi fa. In area 22.000 c'è stato il ritorno degli acquisti con i prezzi che, ricoprendo il gap down lasciato aperto nella giornata di martedì, si sono spinti in direzione dei 23mila punti.