Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

Il Ftse Mib continua a mantenersi sopra area 24.000 nonostante la flessione di martedì scorso, in parte recuperata ieri. Cosa si aspetta nel breve?

Dopo la battuta d'arresto arrivata nella giornata di martedì, ritornano gli acquisti sui principali mercati azionari internazionali che beneficiano dei nuovi massimi del prezzo del PETROLIO, al top dal 2014.
Si mettono per il momento in un angolo i timori sia internazionali, con particolare riferimento al ritiro degli USA dall'accordo sul nucleare iraniano,  sia politici, e in questo caso si guarda all'Italia; fattori di preoccupazione che rimangono comunque sempre sullo sfondo.

Sul mercato delle valute, come ormai accade da alcune ottava, si conferma debole l'EURO, che nei confronti del DOLLARO fa segnare i nuovi minimi del 2018 sotto area 1.19.
Graficamente il mancato ritorno oltre questi livelli potrebbe proiettare la moneta unica in direzione dei prossimi target situati nei pressi degli 1.1730.

Era stato il rischio di nuove elezioni ed uno SPREAD tornato oltre i 130 punti base ad innervosire 48 ore fa il nostro indice principale, con le quotazioni che sono tornate in direzione delle ex resistenze poste sulla soglia dei 24mila punti.

Operativamente la tenuta di questi livelli non cambierebbe nel breve il trend rialzista del FTSE Mib, che con il superamento dei 24.500 punti, top settimanali, potrebbe a quel punto spingere le quotazioni in direzione dei prossimi target situati in area 25mila.

Al contrario la rottura dei 24mila punti porterebbe ad una fase di debolezza con primi target sui minimi della scorsa settimana in area 23.800 e a seguire dei 23.650 punti.