Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

L'indice Ftse Mib ieri ha subito una brusca frenata dopo i progressi messi a segno nelle sessioni precedenti. Prevede ulteriori flessioni nel breve?

Tornano in primo piano i timori relativi ad un'escalation di una guerra commerciale tra Usa e Cina, dopo i nuovi rumors su possibili ulteriori tariffe da parte dell'amministrazione Trump su prodotti cinesi nell'ordine di quasi 200 miliardi di dollari.

Tanto è bastato per innervosire i principali mercati azionari internazionali che nella seduta di ieri sono tornati ad essere oggetto di vendite.

Sul mercato delle valute torna ad indebolirsi anche l'euro che nei confronti del Dollaro rompe la soglia degli 1.17 e apre le porte per un ritorno sui minimi degli ultimi mesi situati in area 1.15.

S'interrompe nella giornata di ieri il recupero di Piazza Affari, dove il Ftse Mib torna sotto la soglia dei 22mila punti, chiudendo le contrattazioni nei pressi dei 21700 punti.

Nel breve il segnale proveniente dalla seduta di ieri torna ad indebolire il FTSE Mib che in caso di mancato recupero dei livelli sopra segnalati, vedrebbe aumentare le chances di un ritorno sui minimi del 2018, situati in area 21.100 punti, con target intermedi nei pressi dei 21.500 punti.

Nella seduta di ieri Unicredit e Intesa Sanpaolo sono stati i due bancari più colpiti dalle vendite. Qual è la sua view su questi due titoli?

UNICREDIT dopo aver mancato il break dei 15 euro, è tornato ad essere oggetto di vendite che dovrebbero proiettare i prezzi in direzione dei 14 euro e a seguire dei 13.50 euro, che rappresentano i minimi di giugno.