Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

Il Ftse Mib ieri ha subito una pesante battuta d'arresto, condizionato dall'incertezza politica relativa alla formazione del nuovo Governo. Si aspetta ulteriori discese nel breve?

La bozza di programma del possibile nuovo Governo formato da Lega e Movimento 5 Stelle mette ansia tra gli investitori internazionali, parzialmente impensieriti dai rischi geopolitici.
Nella seduta di ieri gli operatori sono tornati a vendere a piene mani l'azionario italiano, anche in scia ad uno spread BTP-Bund tornato sopra la soglia dei 150 punti, ossia sui massimi degli ultimi 4 mesi.

La BCE non è intervenuta a calmierare le vendite e i rendimenti del decennale italiano sono tornati oltre il 2%, mentre per la parte breve delle scadenze il crollo dei prezzi è stato il più violento degli ultimi 5 anni.

In questo contesto s'indebolisce anche l'EURO che nei confronti del DOLLARO si porta in direzione degli 1.18, sotto cui è possibile un test sui minimi di dicembre 2017 in area 1.1730.

Su questi basi non deve sorprendere nella giornata di ieri la performance fatta segnare dal nostro indice principale che, dopo aver rotto la soglia dei 24mila punti, è sceso anche sotto i minimi della scorsa ottava in area 23800 punti.
Nel breve senza dubbio una conferma sotto questi livelli peggiorerebbe il quadro grafico del FTSE Mib che proseguirebbe lungo la strada delle vendite con prossimi target sui 23.600 e a seguire i 23.400 punti.

Quella di ieri è stata una seduta pesante per i bancari che hanno visto tra i peggiori Unicredit, mentre si è difeso un po' meglio Intesa Sanpaolo. Qual è la sua view sui due big del comparto?