Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Gianluigi Raimondi, analista tecnico e co-fondatore di Finanzaoperativa.com, con domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

L'indice Ftse Mib ha dato vita ad un piccolo recupero ieri dopo la flessione della seduta precedente, mantenendosi sotto area 22.000. Il ribasso di mercoledì è stato solo un incidente di percorso o il rimbalzo dai minimi dell'anno è già concluso?

Dal punto di vista tecnico la mancata conferma del superamento della resistenza, nonchè soglia psicologica dei 22.000 punti, non è stato certo un bel segnale per il Ftse Mib. Un'ulteriore indicazione negativa è arrivata dall'incrocio al ribasso a quota 21.820 punti della media mobile a 21 sedute e sempre a quel livello i corsi sono usciti dal canale rialzista che avevano imboccato a partire dalla prima seduta di luglio.

Tutto questo se non segnala con sicurezza l'inizio di una fase ribassista, quantomeno è un grande campanello d'allarme.
A mio parere il livello spartiacque, tra l'inizio di un nuovo downtrend e l'archiviazione dell'incertezza di mercoledì come un falso segnale ribassista, è in area 21.500, dove è posto un supporto statico di breve termine che però potrebbe rivelarsi cruciale.

La tenuta dei 21.500 potrebbe in primis riportare il Ftse Mib ad attaccare la soglia dei 22.000 punti, oltre cui potrebbe allungare ulteriormente il passo verso i 22.430/22.500.
Qualora si dovesse assistere al cedimento confermato dei 21.500 punti, l'indice precipiterebbe al test del supporto statico di medio-lungo termine posto a quota 21.270 punti.