Wall Street apre intorno alla parità con marginali guadagni che si trasformano in perdite, seppure limitate. I riflettori sono tutti puntati sull'avvio della tornata di trimestrali e in particolare su quelle dei big finanziari. Come anticipato i risultati non sono negativi, complessivamente i profitti crescono, e non di poco, ma in gran parte grazie ai benefici fiscali. Jp Morgan Chase ha battuto le attese del mercato ma apre in calo di oltre l'1% seguendo la tendenza del comparto. Va detto però che il colosso di Wall Street ha evidenziato debolezza nelle attività retail. Per Citigroup e Wells Fargo, invece, si tratta di vero e proprio crollo (del 3% e del 4% rispettivamente): la prima ha deluso sui ricavi (e quelli dal trading nel fixed income hanno registrato un declino del 6%) e la seconda, sotto il consensus sia per utili che per giro d'affari, paga ancora lo scandalo del cosiddetto cross-selling, nonostante la promessa di un aumento di cedola.

Dei dieci peggiori titoli del Dow Jones Industrial Average cinque sono del comparto finanziario e l'indice delle blue chip Usa è sostanzialmente invariato dopo la prima ora di scambi. Modesto declino per l'S&P 500 che vede scivolare in fondo proprio Wells Fargo ma la peggiore performance tra gli undici sottoindici non nel Financials (comunque in contrazione dell'1%) bensì nelle telecom. At&t è in arretramento di circa il 2% dopo che che gli analisti di Raymond James hanno peggiorato da outperform a market perform il giudizio sul titolo dell'ex monopolista telefonico Usa in scia all'annuncio dello U.S. Department of Justice di volere ricorrere in appello contro la propria sentenza di giugno, in cui veniva dato il via libera all'acquisizione da 80 miliardi di dollari di Time Warner. Sulla parità ma in positivo anche il Nasdaq Composite, grazie a una sessione comunque di rialzo per l'It, con Intel, Microsoft, Apple e Cisco ancora tra i migliori del Dow Jones. Il settore più performante è però Industrials, con le tensioni commerciali che restano in secondo piano, mentre Donald Trump è a Londra insieme alla premier britannica Theresa May. Sul fronte valutario il dollaro è ancora in progresso e si avvia a chiudere l'ottava con un apprezzamento superiore all'1% mentre i Treasury decennali sono in calo (con rendimento al 2,83%). La guerra commerciale di Trump è invece ben presente nei dati macroeconomici: l'indice della fiducia della University of Michigan si attesta infatti in luglio a 97,1 punti, sui minimi da gennaio e contro i 98,2 punti del consensus di MarketWatch.