Momento delicato per Atlantia dopo gli ultimi pesanti ribassi. Il gruppo controllato dalla famiglia Benetton si appresta, secondo indiscrezioni, a effettuare un corposo rilancio della propria offerta su Abertis. Atlantia attende l'ultima autorizzazione alla contro-offerta di ACS/Hochtief, ovvero quella della CNMV (la Consob spagnola), previsto in settimana: ieri è intanto arrivato l'ok dell'antitrust UE. In base ai rumors la proposta di Atlantia potrebbe essere tutta in contanti (la precedente prevedeva una componente in azioni) ed essere superiore di 1-2 euro rispetto a quella di ACS/Hochtief (18,76 euro per ogni azione Abertis). Lo scenario delineato dai media sembra favorevole al gruppo italiano: a quanto sembra il progetto di Atlantia è migliore da un punto di vista industriale. Inoltre Criteria Caixa, primo azionista di Abertis con il 22%, ha dichiarato di essere neutrale, circostanza che ha innervosito non poco ACS e il suo presidente Florentino Perez, famoso per essere anche numero uno del Real Madrid. L'analisi del grafico di Atlantia evidenzia la recente rottura ribassista, seguita da un'accelerazione verso il primo appoggio a 24,40 euro circa. La mancata tenuta di questo ultimo sostegno introdurrebbe un test di 23,90/24,00, 50% di ritracciamento dell'intero rally partito a novembre 2016 e riferimento determinante in ottica di medio/lungo periodo (appoggio successivo a 22,10/22,20). Segnali di forza solo con il ritorno oltre gli ex supporti a 26,00/26,20, con primo obiettivo a 27,40 circa.

Seduta da dimenticare martedì per FinecoBank sulla scia dell'intero comparto del risparmio gestito. FinecoBank ha chiuso l'esercizio 2017 con utile netto rettificato per le poste non ricorrenti in crescita dell'8,9% a/a a 218,5 milioni di euro, risultato di gestione a 353,4 milioni (+11,4% a/a), ricavi totali a 586,7 milioni (+7,9% a/a), Cost/income ratio in calo al 39,8% (-1,9%) e dividendo proposto a 28,5 centesimi per azione (pay-out ratio 81%). Inoltre la raccolta netta a gennaio si è attestata a 412 milioni di euro (+55% a/a). Il titolo è sceso fino a testare a quota 8,96 euro la media mobile a 50 giorni salvo poi recuperare parzialmente le perdite e assestarsi a 9,352 euro (-5,02%). La flessione generata dai record di gennaio a 10,22 euro non è per il momento preoccupante e la tenuta del supporto dinamico raggiunto ieri permette di credere che il ribasso delle ultime sedute sia un elemento correttivo. Il rischio di avvio di una vera e propria fase di debolezza troverebbe conferma sotto area 8,75/8,80, primo dei ritracciamenti di Fibonacci calcolati per il rialzo dai minimi di dicembre 2016, preludio a ribassi più corposi verso area 8, linea che sale da tali bottom. Nella direzione opposta oltre 9,75 attesa la ricopertura del gap lasciato aperto ieri a quota 9,66.